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Occidente nel Labirinto, quest'anno dedica al Flauto Magico

E’ dedicato al Flauto magico di Mozart il ciclo di incontri - spettacoli teatrali, concerti, letture e film - che si svolgerà a Forlì dall’8 ottobre all'1 dicembre

E’ dedicata al Flauto magico di Mozart l’undicesima edizione del festival L’Occidente nel labirinto, il ciclo di incontri - spettacoli teatrali, concerti, letture e film - che si svolgerà a Forlì dall’8 ottobre all'1 dicembre toccando i luoghi della cultura e dell’arte della città. "La consolazione e la tenerezza. Il Flauto magico di Mozart": questo il titolo del festival organizzato dal Circolo Acli ‘Lamberto Valli’ che quest’anno riunirà intellettuali, artisti, musicisti e protagonisti del dibattito culturale sotto il segno di Mozart.

“Il flauto magico è l’opera in cui la consolazione e la tenerezza mozartiane raggiungono il fastigio: sono autentiche, perché nascono dal dolore e da una riflessione lucidissima, di una lucidità quasi insostenibile,  sulla condizione umana – ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Andrea Panzavolta, direttore artistico del festival -. Eppure, nonostante tutto, ci dicono che l’uomo è un essere infinitamente prezioso e che la creazione deve essere il nostro primo e ultimo amore. La musica di Mozart si fa, così, speranza nella disperazione, ricchezza nella miseria, pace nel conflitto, unione nella separazione”.

Alla presentazione sono intervenuti Alessandra Righini, presidente del Circolo Acli L. Valli, Monica Fantini, direttore di Legacoop Forlì-Cesena, John Patrick Leech, assessore alla Cultura del Comune di Forlì, Valentina Ravaioli, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Forli e Filippo Pantieri, direttore musicale del festival. “Il festival si delinea come un viaggio dal caos al cosmos, proponendo spunti culturali e stimoli per una profonda riflessione a partire dalle radici del pensiero illuminista fino ai giorni nostri, alla luce della crisi che investe il nostro secolo”, ha detto Alessandra Righini.

Più che mai, questa undicesima edizione, si caratterizza per la collaborazione e il dialogo con altre realtà culturali e con iniziative di ampio respiro del tessuto forlivese. Prima tra tutte, la Settimana del Buon Vivere, di cui il festival è partner. “L’ottima riuscita della Settimana è dovuta in gran parte alla risposta entusiastica dei giovani – ha sottolineato Monica Fantini – e alla collaborazione con iniziative come l’Occidente nel labirinto. Se questa Settimana è riuscita, è perché siamo insieme”.
L’importanza della collaborazione tra realtà locali è stata rimarcata anche dall’assessore Ravaioli. “C’è fame di cultura e il festival risponde appieno a questa esigenza – ha detto l’assessore alle Politiche giovanili -. Nonostante le risorse limitate, continuiamo a sostenere con entusiasmo e convinzione un appuntamento così importante per i giovani e per la città”.

“Da anni il festival ci invita ad una attenta riflessione sulle criticità del nostro tempo”, ha concluso l’assessore Leech, mettendo in risalto l’aspetto originale di un festivail in cui “la cultura non è solo ricezione – ha chiosato - ma prima di tutto creazione”.

Sabato 8 ottobre ore 21 è previsto L’evento inaugurale – inserito nella Settimana del buon vivere - si terrà sabato 8 ottobre alle 21 nella Biblioteca comunale ‘A. Saffi’ di Forlì. Massimo Foschi, uno dei maggiori attori italiani, e Mariolina Coppola, rispettivamente nelle parti di Mozart e Papageno, interpretano La visita, su testo scritto da Andrea Panzavolta e costruito attorno a un episodio avvenuto nel corso del primo viaggio in Italia di Mozart.

Nel 1770, il Salisburghese giunse a Firenze, dove conobbe il coetaneo Thomas Linley, allievo prodigio del celebre violinista Pietro Nardini. I due giovani divennero subito amici inseparabili: che cosa intuirono l’uno dell’altro? Il soffio fecondo del genio? Una nostalgia senza nome per un altrove che entrambi intuivano oscuramente? La morte prematura che li avrebbe rapiti? (Linley morì annegato, durante una gita in barca, poco più che ventenne).

Sulla scorta di due lettere dell’epistolario mozartiano, La visita ricostruisce una giornata di quell’indimenticabile soggiorno fiorentino, una giornata perfetta nella quale accaddero episodi che impressero una svolta decisiva all’arte di Mozart e di cui questi si ricorderà durante la stesura del Flauto magico. Costruita come un flusso di coscienza – che ha quale immaginario deuteragonista Papageno, forse la figura mozartiana per eccellenza – La visita è una riflessione sulle proustiane ‘intermittenze del cuore’ e soprattutto sulla dialettica irriducibile tra forma e caos, tra vita e morte. La partitura originale di Mino Marani è eseguita da Filippo Pantieri (pianoforte e clavicembalo) e da Margherita Pieri (soprano).

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