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A Regina Pacis una mostra dedicata ai progetti missionari sostenuti dalla parrocchia

La concomitanza dell'allestimento della mostra con la Quaresima e la Pasqua costituisce una tappa importante per lo studio su Regina Pacis

La seconda tappa del progetto di studio su Regina Pacis, una parrocchia edificata a Forlì immediatamente fuori il centro storico, durante gli anni del Concilio Vaticano II, è dedicata al recupero archivistico e attraverso fonti inedite custodite dai parrocchiani, alla carità missionaria. Il tema è oggi attualissimo, alla luce della massiccia immigrazione cui l’Italia deve far fronte e specialmente considerando le persecuzioni dei cristiani in certe zone del mondo.

Attraverso dieci pannelli, la mostra ripercorre la storia del gruppo missionario, nato nel 1976 con la collaborazione del parroco don Michele Fusconi e di Pina Ziani del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, per aiutare la parrocchiana Annalena Tonelli. Cucendo i vestitini di cui avevano bisogno i bimbi dell’Africa, il gruppo ha esteso il suo impegno coinvolgendo anche alcune aziende locali che fornivano i materiali gratuitamente. Poi, la comunità di Regina Pacis si è coinvolta nella carità attraverso il sostegno a ulteriori e numerosi progetti missionari, cercando di diversificare il proprio aiuto e di intervenire in molte zone del mondo.

Ad oggi, i progetti finanziati dalla parrocchia coprono quasi tutti i continenti, delineando l’impegno quotidiano di una comunità che ha messo pienamente in atto l’invito del Concilio nel documento Ad gentes del 1965 a prodigarsi per il prossimo, essendo costitutivo del cristiano. Il ricco materiale, riorganizzato dal curatore della mostra, Mario La Piano, ha permesso di recuperare attraverso testimonianze inedite dei protagonisti, foto e video, un altro pezzo di storia di Regina Pacis, che è proceduto parallelamente a quello della vita comunitaria anno dopo anno.

Padre Gino Foschi in Congo; il centro per la lavorazione del legno in Nigeria, Paese dal quale proviene e tuttora opera don Gordian Otu, che ha svolto il suo servizio a Regina Pacis dal 1998 per qualche anno, completando gli studi di teologia in Italia. Continuando, i profughi somali assistiti da suor Marzia Ferrua con la costruzione di un ospedale dedicato al forlivese Paolo Flamigni e l’impegno difficoltoso in Iraq, attraverso Majeed Attalla che ha svolto il suo servizio a Regina Pacis recentemente; l’Egitto, dove i cristiani non sono liberi di professare la propria fede. Lo stesso ospedale somalo ha dovuto qualche anno fa cambiare l’intitolazione in Hospital Macani, per evitare che il nome troppo occidentale di Paolo potesse costituire un problema per gli estremisti islamici.

Per non scordare la stampa dei catechismi cattolici in lingua bulgara, territorio nel quale i cristiani hanno ugualmente sofferto per la libertà di culto e la cui lettura del Nuovo Testamento in lingua, dopo la caduta del regime Comunista, ha costituito un’operazione di estrema importanza. Regina Pacis con solerzia e con una sensibile volontà ha seguito le orme della Chiesa, il tracciato dei papi, alcuni dei quali come Francesco, hanno sollecitato l’impegno verso gli ultimi, aprendosi al mondo dei poveri, dove il superfluo non ha più ragione d’esistere, se non l’aiuto e l’attenzione agli emarginati. E’ sul tracciato di tanti santi, come Madre Teresa di Calcutta che la Chiesa italiana ha orientato nel corso del tempo il proprio impegno, affinché ogni terra possa essere in pace con sé stessa consentendo lo sviluppo integrale dell’uomo e la convivenza pacifica tra le differenti religioni.

La concomitanza dell’allestimento della mostra con la Quaresima e la Pasqua costituisce una tappa importante per lo studio su Regina Pacis, perché mette in luce l’attualità e l’impegno sempre costante di una comunità sensibile alla realtà internazionale. Non è scontato tutto ciò, ma scopo principale del 50° è capire come si può parlare oggi di una chiesa moderna, dalla struttura all’operato, dalla fede all’impegno dei cristiani nel mondo e nella società in cui vivono. Le parrocchie, sono ancora oggi comunità vive dove la fede si trasforma in impegno responsabile? Lo studio scientifico, teologico e sociale in atto su Regina Pacis restituirà le risposte per il nuovo millennio.
La mostra sarà visitabile fino alla fine di maggio.

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