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Uno scatto di Romeo Lombardi nell'olimpo della fotografia

Uno scatto del fotografo forlivese scelto dal più grande esperto italiano di fotografia per l'importante mostra che racconterà la storia della fotografia in programma a Pordenone

Il forlivese Romeo Lombardi scelto da Italo Zannier per rappresentare la fotografia contemporanea. Uno scatto del fotografo forlivese scelto dal più grande esperto italiano di fotografia per l’importante mostra che racconterà la storia della fotografia in programma a Pordenone. Una grande mostra dedicata a una delle figure più importanti del mondo della fotografia, sia a livello nazionale che internazionale: il professor Italo Zannier. L’esposizione “Italo Zannier. La sfida della Fotografia.

Un inedito racconto per immagini coinciderà con l’ottantesimo compleanno del fotografo, storico e critico della fotografia.In mostra oltre trecento preziose fotografie e una cinquantina di importanti volumi provenienti dalla collezione di Italo Zannier che attraversano la conoscenza dell’evoluzione tecnologica, espressiva e culturale della fotografia. Non una mostra tematica, bensì un percorso cronologico per comprendere gli sviluppi della fotografia. Tra queste anche una foto del forlivese Romeo Lombardi. La mostra sarà occasione per aprire le porte di un ampio Archivio di Fotografia che spazia dall’Ottocento ad oggi, dando così una lettura della storia di questa disciplina: dalle prime testimonianze della fotografia ad importanti stampe contemporanee, tra cui un ciclo realizzato da grandi nomi italiani ed esposto nella sezione fotografica della mostra tenutasi nel 1994 presso il Guggenheim Museum di New York, “Italian Metamorphosis 1943-1968”, curata dallo stesso Zannier.

Sette sale che si apriranno al pubblico sabato  disseminate di immagini e di testi selezionati dallo stesso Zannier,che ha curato l’esposizione e il catalogo, assieme a Denis Curti, direttore dell’agenzia “Contrasto”. Una di queste immagini è del fotografo forlivese Romeo Lombardi. Un ritratto di Alessandro Gassman, scattato a Forlì nel 2009 con la particolarissima inquadratura che caratterizza da alcuni anni il lavoro artistico di Lombardi e selezionato dallo stesso Zannier per indicare uno dei punti di arrivo più significativi della fotografia contemporanea per quanto riguarda il ritratto.

Così si esprime lo stesso Zannier nel presentarlo: “Romeo Lombardi, con la sensibilità specifica del fotografo,… intende penetrare innanzitutto nel corpo fisico del soggetto, dalle cui immagini deve, se possibile, emergere anche l’”anima”. Una sensibilità dello spirito, che si può leggere nelle rughe e nei pori della pelle e nell’immobilità dell’occhio, che penetra nell’obiettivo e si rivolge infine al lettore dell’immagine, in una interrogazione reciproca. Romeo Lombardi…”ingrandisce”, esalta, enfatizza i volti, ne elimina una parte che esorbita dal formato e si insinua, addirittura penetra nei pori della materia umana e crea un magnifico Pantheon di personaggi, l’uno uguale all’altro. E li vorrebbe “senza espressione”, statuali, ma dove questa invece si rivela nel guizzo dello sguardo, nello stridere delle labbra accostate, nel volto ingabbiato dall’inquadratura, uno spazio che non lascia vie di fuga, semmai unifica dimensionalmente gli elementi del volto come in un nuovo progetto fisionomico…”.

E Zannier può ben parlare di Pantheon visto che il progetto artistico di Lombardi, avviato nel 2007 con il titolo “nudo”, conta ormai oltre 2000 volti fotografati con la stessa tecnica. Tante le persone sconosciute, ma tanti anche tra artisti come appunto Gassman, la cui foto sarà alla mostra di Pordenone , Jovanotti, Paolo Conte, Pino Daniele, Massimo Ranieri, Corrado Guzzanti, Stefano Bollani, Zucchero e poi anche tanti personaggi del mondo dello sport come Valentino Rossi o Lewis Hamilton. Romeo Lombardi, classe 1960, scatta dall’età di 17 anni quando gli fu regalata la prima macchina fotografica. Al suo attivo ha una quarantina di mostre di cui 7 dedicate al progetto “nudo” con la quale è stato invitato a partecipare ad una collettiva anche a New York nel 2010
 

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