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Predappio, il sindaco: "Basta con i pagliacci dalla testa malata"

Il sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, il 22 novembre sarà a Parigi per la presentazione del documentario di "Le Monde" sul presente della città del Duce: "I nostalgici hanno solo arricchito tre famiglie"

"Siamo sotto la dittatura delle banche: Mussolini, i nostri camerati uccisi nel 1945 ce lo stanno dicendo. Noi ce l'abbiamo fatta, siamo rimasti in piedi in mezzo alle rovine. Arrivavano i comunisti adesso arrivano gli islamici. Dovete stare in piedi, ma si sta in piedi solo se tiriamo dal cielo il fuoco e la grazia che chiediamo alla Santa Vergine: Ave Maria, piena di grazia, il signore è con te….".

E' un passaggio pronunciato da padre Giulio Tam, prete lefebvriano, durante la celebrazione dell'89esimo anniversario della Marcia su Roma, il 28 ottobre del 2011. Parole che sono in apertura del primo atto del documentario "La Duce vita" e che il prete scomunicato a cui di fatto è vietato dire messa in chiesa, pronuncia avvolto da due ali di camicie nere, fez, corone di alloro, di fronte alla tomba di Benito Mussolini nel cimitero di San Cassiano, a Predappio.

E' un passaggio che colpisce per il connubio tra i simboli del fascismo e quelli della religione cattolica, tra il profano e il sacro. Ed è a lui che pensa Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio, quando sabato sera al termine della proiezione del web-documentario realizzato dai giornalisti francesi Cyril Bèrard e Samuel Picas in collaborazione con "Le Monde", prende la parola.

"ANDATE VIA" - "Questo signore e personaggi come lui, non li vuole più nessuno - tuona il sindaco Frassineti al termine della proiezione del documentario -. Prima grida ai camerati, poi invoca la grazia di Maria: questa gente che vuole speculare sulla nostra faccia, sulla nostra storia, sulla nostra dignità non deve più trovare spazio. L'unione di simboli religiosi con queste manifestazioni nostalgiche, è da cacciare con forza".

La comunità di Predappio vive con angoscia l'associazione che viene fatta tra il nome di questo comune e le immagini sui quotidiani on-line di tutto il mondo (dal New York Times in giù) delle camicie nere che sfilano da piazza Sant'Antonio alla tomba del Duce. "Vogliamo fare i conti col Novecento, non ci tiriamo indietro - aggiunge il sindaco Frassineti - ma non vogliamo pagliacci che vengono a raccontare cose che stanno solo nelle loro teste di malati".

PRESENTAZIONE A PARIGI - In questa operazione il web-documentario proiettato a Predappio e che sarà presentato il 22 novembre all'Istituto italiano di Cultura a Parigi dallo stesso sindaco assieme ai realizzatori e ai produttori, potrà dare un aiuto importante. "Cyril e Samuel hanno vissuto con noi, sono entrati nelle casi di quasi tutti i predappiesi - racconta Frassineti -. Con questo lavoro, ci danno la possibilità di raccontarci per quello che siamo e ci aiutano a combattere quei nemici che sono la banalizzazione della storia e il pregiudizio".

PARALLELO CON BRAUNAU - Frassineti, come sindaco di Predappio, ha partecipato ad un convegno sui totalitarismi organizzato a Braunau, in Austria, città che ha dato i natali al dittatore Adolf Hitler. "Quella comunità e il loro sindaco vivono la loro storia con un senso di colpa - racconta Frassineti -, ma questo non è giusto. Non è giusto per loro e non è giusto neppure per Predappio. Vogliamo vivere la nostra città e farlo continuando a lavorare per soddisfare i nostri desideri, realizzare i nostri progetti, rispondere alle nostre legittime ambizioni".


BASTA CLICHE' - Insomma Predappio vuole "uscire da cliché di città del Duce", come viene dipinta, invece, dai negozi di souvenir fascisti presi d'assalto dai nostalgici nelle tre ricorrenze più 'sentite' (28 aprile, 29 luglio, 28 ottobre, anniversari della morte di Mussolini, nascita e Marcia su Roma). Quelle celebrazioni "hanno arricchito tre famiglie, ma per il resto ci hanno fatto sputtanare nel mondo". Anche per tale motivo quest'anno, per l'anniversario della marcia su Roma, "abbiamo messo una tassa sui pullman di 30 euro. Qualcuno mi ha accusato di essere contro il turismo: ma cosa portano quei pullman? Cosa portano per la comunità di Predappio? Nulla, noi siamo altro e ci batteremo per questo".

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