"Quadri e forchette", percorso culturale e gastronomico su tela

“Quadri e Forchette”
Un percorso culturale e gastronomico sui gusti e i cibi rappresentati sulle tele, per raccontarli con i 5 sensi e degustazioni guidate. Il percorso è dedicato ai bambini dagli 8 ai 10 anni accompagnati dai genitori.

Nelle giornate 2, 9, 16, 30 Maggio e 6 Giugno Sala rossa, Musei San Domenico Dalle 15.30 alle 16.30
Durata 45 minuti iscrizione obbligatoria e gratuita telefonando Centro Diego Fabbri 0543 30244; info@centrodiegofabbri.it.

Gli allestimenti museali possono coinvolgere non solo la vista ma stimolare tutti i sensi dei visitatori in modo da riuscire a regalare un’avventura davvero immersiva. Il coinvolgimento del visitatore grazie al tatto, alla vista, all’udito, all’olfatto e naturalmente anche al gusto è l’obiettivo degli incontri tenuti da Slow Food. Grazie a questi percorsi museali fortemente incentrati sulla comunicazione sensoriale, con il coinvolgimento anche emozionale del visitatore, che non è più soltanto un mero fruitore ma diventa un partecipante attivo, si vuole fare un percorso culturale e gastronomico sui gusti, sui piatti e su quei cibi rappresentati sulle tele per raccontarli con i 5 sensi nei cambiamenti sociali di ieri e di oggi. Il tatto è fonte di conoscenza e relazione: l’interazione attraverso questo senso infatti, costituisce uno dei fondamenti della socialità e della relazione tra gli individui; esso è il senso della reciprocità. Di ciò che tocchiamo sentiamo la temperatura e la consistenza. L’olfatto infine è molto legato allo spazio percettivo del gusto. È molto difficile rendere con linguaggio verbale le sensazioni olfattive e quelle gustative così come l’accostamento tra un quadro o un’opera d’arte e il senso del gusto.Con i sensi ci si avvicina anche alle storie dietro al quadro. Caravaggio, lombardo di nascita, circa ventenne approdò a Roma, dove grazie allo zio prete venne ospitato presso un monsignore. Nella curia viveva miseramente e come mangiare quotidiano riceveva solo un'insalata, che gli faceva «da antipasto, primo, secondo e dolce». Successivamente un importante benefattore dello stomaco dell’artista fu un oste di piazza Navona che gli dava del cibo in cambio dei dipinti commissionati. Sono di quel periodo il “Ragazzo che monda la pera” e il “Ragazzo con il cesto di frutta”, immagini probabilmente colte nel retro dell'osteria. I sapori della terra sono lo spunto nel dipinto per tematizzare il percorso e la ricchezza di frutta e ortaggi raffigurati.

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