Le radio libere di Forlì: 45 anni di musica e voci immortali

Da Forlì Radio Uno a Radio Flash Forlì, fino alle recenti web radio: un excursus fre le emittenti cittadine che hanno fatto la storia ripercorrendo i ricordi dell'esperto Michele Minisci

Si celebra quest'anno il 45° anniversario delle Radio libere italiane e fra queste non mancano di certo le emittenti forlivesi, esperienze degne di nota che hanno attraversato i decenni fra alterne fortune e affrontando le sfide della modernità. Fra queste c'era anche Radio Flash Forlì, antenata della popolare Radio Bruno. "Quell’attimo...è stato proprio vincente": era lo slogan un po’ naif e dadaista, ma azzeccatissimo della Radio Flash in Fm che iniziò a trasmettere alle ore 18.30 di quella primavera del 1978 dalla soffitta del vecchio appartamento vuoto di via Carlo Pisacane, di proprietà del Partito Comunista forlivese.

Tutto era partito però, nel nostro Paese, nel gennaio del 1975 col debutto di Radio Parma con i programmi regolari sulla frequenza 102 MHz, mentre la prima radio libera di Milano (Radio Milano International) a marzo si posiziona sui 101.00 MHz trasmettendo come prima canzone I’m Free degli Who. La sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale per la liberalizzazione giunge, però, solo il 28 luglio 1976. Fino ad allora, le radio libere trasmettono sfruttando un’interpretazione estensiva della legge vigente con il rischio di essere esposte a denunce e sequestri.

Ma cosa succedeva nel frattempo a Forlì? Lo racconta Michele Minisci, fondatore di Radio Flash. "Forlì Radio Uno fu la prima emittente a far sentire la sua voce, trasmettendo da Corso Garibaldi, seguita a ruota da Radio Mania in via Cervese, e poi ci si sposta in via Campo degli Svizzeri con Radio Studio 105 diventata poi Rete 96 nella sede di via Gorizia e infine in via Ravegnana, oggi Radio Milano Tv, del mitico Elio Crociani".

Sulla base di quelle prime esperienze giunge poi Radio Flash per iniziativa del vulcanico e compianto Eros Domeniconi e di Michele Minisci. "Avevamo coinvolto due appassionati di musica e Dj a tempo perso, Davide Spagnoli e Andrea Orioli (purtroppo recentemente scomparso) come speaker radiofonici - ricorda Minisci - L’accordo era che Davide avrebbe iniziato le trasmissioni in diretta, con la presentazione solo dei brani musicali, e dopo qualche ora Andrea avrebbe dovuto dargli il cambio. Ma dopo sei ore il cambio non arrivava e tutti potevano sentire in diretta i disperati appelli di Davide che non ce la faceva più".

Questa fu la partenza di Radio Flash che, dopo vari cambi di proprietà e di sede - si trasferì da via Valverde a via Caterina Sforza - vide l'alternarsi di musica e notiziari, letti da giovani conduttori diventati oggi noti professionisti, come Giorgio Biondi e Antonio Valli (oggi conduttore di punta di Radio Bruno), e di memorabili dirette dal Palaromiti, quando il basket forlivese viaggiava in serie A, condotte da Giorgio Grazioso, detto “mitraglia” per la velocità che imponeva alle sue parole. Dopo qualche anno di crisi Radio Flash fu rilevata e cambiò nome in Radio Explora. In seguito avvenne l'ultimo cambio di proprietà con Radio Bruno che acquistò l'emittente forlivese per 600 milioni.

Ma la storia delle radio forlivesi continua ancora oggi: "L’ultima nata si chiama Radio Sound Garage - sottolinea Minisci - che conquista subito il mondo in digitale. E’ la web radio forlivese che diventa ascoltabile in città in Fm e sul canale del digitale terrestre sulla piattaforma di Di+ in tutta la Regione. Una sorta di Radio che si occupa esclusivamente della propria città".

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"Il progetto fortemente voluto sia da Elio Crociani, che continua a essere direttore responsabile della testata Radio Dolcissima sia dal gruppo di Radio Sound Garage, con l'obiettivo di mantenere viva l'attività radiofonica a Forlì in maniera locale, favorendo le iniziative culturali e sportive del territorio, pur con qualche momento, oggi, di difficoltà - prosegue Minisci - Ed è in questa realtà che è nato in questi ultimi mesi un altro gruppo di interesse, fatto da esperti  nell’organizzazione di grandi concerti, di agenzie di spettacolo e di tecnici del settore, il quale vuole portare il proprio contribuito per un rilancio qualificato e duraturo di questa nuova esperienza, allargando la propria attenzione anche al nuovo standard radiofonico DAB, particolarmente pensato per chi sta guidando e che rappresenta lo zoccolo duro degli ascolti radiofonici nonostante la concorrenza degli smartphone, convinti che le autoradio resisteranno bene all’urto".

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