Regina Pacis, giovedì un incontro sulla funzione sociale degli Oratori parrocchiali

Riprendono gli appuntamenti di giovedì a Regina Pacis e questa settimana, alle 20.45 in chiesa si parlerà degli Oratori parrocchiali, una realtà in crescita da ogni punto di vista, ultimamente maggiormente impegnati nell’integrazione religiosa e nel soccorso a situazioni problematiche legate alla vita scolastica e alla crescita dei giovani, la cui risoluzione ha richiesto negli ultimi anni il coinvolgimento delle politiche territoriali. Per approfondire il tema saranno presenti Elena Annuiti e Barbara Ghetti animatrici del coordinamento oratori Diocesano, Roberto Pinza Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Cristina Garoia coordinatrice dell’Oratorio di Regina Pacis e Aurelio Angelucci storico e attore dialettale forlivese che parlerà dell’oratorio dei Salesiani a Forlì, modello per tutti gli altri.

L’appuntamento costituirà l’opportunità per confrontarsi su un laboratorio educativo permanente, dove ci si prende cura dei giovani, anche nel processo di integrazione con le altre culture religiose, con lo scopo di realizzare il completo sviluppo della persona, da quello sportivo a quello dell’espressività artistica senza trascurare l’aiutocompiti e senza abbandonare l’obiettivo dell’educazione alla fede religiosa e ai valori cristiani. Ad oggi sono circa 300 i ragazzi frequentanti i 12 oratori delle parrocchie della città, caratterizzati ciascuno da specifiche attività. Le parrocchie del centro sfiorano il 90% della presenza straniera, costituendo un valido luogo di integrazione culturale e religiosa.

Per far fronte alle richieste di fondi la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì attraverso il bando “Territori di Comunità” ha finanziato l’attività degli oratori, onde rendere stabile e professionale l’intervento educativo da svolgere, che prevede anche il coordinamento del volontariato. L’oratorio si configura come una realtà coordinata con altre agenzie territoriali educative: la scuola, gli insegnanti e le famiglie. Gli assistenti sociali si rivolgono sempre di più agli oratori come luoghi di terapia per lacune scolastiche, relazionali e di integrazione culturale e l’attività è coordinata con neuropsichiatri infantili laddove è necessario, così la figura del mediatore culturale. Attraverso la collaborazione con cooperative sociali specializzate l’oratorio è anche luogo dove si pone attenzione al fenomeno della dispersione scolastica e della degenerazione educativa giovanile dovuta a devianti stili di vita secondo il modello “il laboratorio dei talenti” proposto dalla CEI per gli oratori.

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