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Alla scoperta dei luoghi dismessi della città: buona la prima di "In Loco"

Il primo itinerario, "Do.Ve", ha riletto in chiave contemporanea, grazie a otto artisti coordinati da Patrizia Giambi, otto luoghi abbandonati

Tanti visitatori per la prima di "In Loco", l'iniziativa promossa dall'associazione Spazi Indecisi che da tempo mappa i luoghi che oggi sono dismessi. Il primo itinerario, "Do.Ve", ha riletto in chiave contemporanea, grazie a otto artisti coordinati da Patrizia Giambi, otto luoghi abbandonati: i silos dell’ex distilleria Martini e il convento di Scardavilla a Meldola, il cimitero di Valdinoce, la chiesa di San Petrignone, la Serra Pan Orchis in via delle Vigne e la Villa Liberty di via Corridoni a Forlì,  Villa Muggia a Imola e l'ex Asilo Santarelli sempre a Forlì. Prossimo appuntamento da venerdì a domenica.

Le opere degli artisti Barbara Baroncini, Alice Cesari, Luca Freschi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maurizio Mercuri, Stefano Ricci e Francesco Selvi, legate ai luoghi del percorso, saranno visibili grazie a video, installazioni e contenuti esclusivi che ne documentano la realizzazione. Dopo la mostra forlivese, le opere saranno fruibili esclusivamente dal pubblico che si recherà appunto in loco seguendo l’itinerario, attraverso contenuti multimediali scaricabili tramite QR-code posti nelle vicinanze degli spazi stessi.

"Spazi Indecisi", alla scoperta dei luoghi dismessi

Il secondo itinerario invece si chiama ‘Lavori in Tras-corso’ ed è ispirato all'omonimo documentario che rende omaggio ad alcuni tra i più importanti luoghi di lavoro della Forlì del 900 tra cui l'ex Eridania, la Palestra Campostrino, il monastero della Ripa, il deposito Sita. Il terzo itinerario 'Totally Riviera' è un viaggio sulla costa attraverso le colonie di stampo razionalista. 'Un'estate al mare' racconta i luoghi più famosi del divertimento estivo in Romagna e 'Darsena 3.0' rende omaggio agli avamposti storici della produttività ravennate.

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