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"Teatro e salute mentale", calendario fittissimo per il Dirigibile

Si privilegia il teatro come strumento di contrasto all’emarginazione sociale e occasione per promuovere una migliore qualità della vita dei pazienti, sensibilizzando contemporaneamente gli studenti su un tema sociale

Presentata la terza edizione del progetto “Un palcoscenico per tutti”, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Forlì, diretto da Claudio Ravani, dall’Associazione “Diego Fabbri” e dall’Istituto tecnico economico “Carlo Matteucci”, con l’obiettivo di valorizzare attività di produzione artistica relative alla salute mentale, in particolare le dinamiche volte alla promozione e integrazione dell’esperienza teatrale realizzata all’interno del Centro Diurno Psichiatrico, coordinato da Paola Longhi, con le realtà operanti sul territorio, in primis gli Istituti Scolastici Superiori.

In questo modo, si privilegia il teatro come strumento di contrasto all’emarginazione sociale e occasione per promuovere una migliore qualità della vita dei pazienti, sensibilizzando contemporaneamente gli studenti su un tema sociale rilevante e favorendo pertanto lo sviluppo di una cultura dell’integrazione e dell’emancipazione delle varie “diversità”.

Il Dirigibile vola a Napoli. Domenica 17 novembre, infatti, la compagnia di ospiti e operatori del Centro diurno psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Forlì, diretto da Claudio Ravani, avrà l'onore di chiudere la rassegna “Futuro remoto 2013”, kermesse di mostre, eventi, convention internazionali alla “Città della Scienza”, promossa per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione della cittadella, distrutta lo scorso anno da un incendio. Nell'occasione, il Dirigibile porterà in scena “Esperando”, con audio-descrizione per non vedenti.

Non è questo, tuttavia, l’unico impegno della compagnia, attesa da un autunno-inverno fitto di appuntamenti. Si parte mercoledì 30 ottobre, quando, nell’ambito del progetto “Un palcoscenico per tutti”, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Forlì, da Centro “Diego Fabbri” e dall’Istituto tecnico economico “Carlo Matteucci”, i pazienti-attori del Dirigibile, insieme a 7 studenti di Ragioneria, si esiberanno alle 21, al teatro “Testori” di Forlì, nel “Prometeo liberato”, liberamente tratto dal “Prometeo incatenato” di Eschilo e curato dai registi Michele Zizzari e Andrea Soffiantini.

La “Compagnia senza barriera”, questo il nome del gruppo teatrale nato dall’unione fra Dirigibile e ragazzi, riproporrà poi lo stesso spettacolo venerdì 6 dicembre, alle 21, al teatro comunale di Cesenatico, nella serata promossa dalla Consulta comunale per il volontariato di Cesenatico. Lunedì 2 dicembre, invece, l’esperienza del Dirigibile, insieme ad altre analoghe sviluppatesi in Emilia-Romagna, sarà al centro del convegno regionale inerente il progetto “Teatro e salute mentale”, in programma all’Arena del Sole di Bologna dalle 9 alle 17.30. Qui, critici teatrali, direttori di teatri, e personaggi dello spettacolo si confronteranno per stabilirese se questo tipo di teatro, al di là dell’obiettivo di superare i pregiudizi sulla problematicità psichiatrica, ha un proprio intrinseco valore artistico.

Nel nuovo anno, il primo appuntamento è per mercoledì 23 e 24 gennaio, quando, sempre nel quadro del progetto “Un palcoscenico per tutti”, è prevista, al “Testori” di Forlì, la prova aperta del laboratorio teatrale organizzato al liceo scientifico “Fulceri Paulucci di Calboli”. A maggio, poi, il Dirigibile parteciperà poi a due prestigiose rassegne quali il Festival Internazionale delle Abilità differenti “Magnifiche Interferenze” di Carpi, dove porterà il nuovo spettacolo, “Matto gradimento”, a cura del regista Michele Zizzari, e a “Babele in Costruzione 2014”, settimana di teatro universitario organizzato dal Dipartimento Dit e dal Centro Diego Fabbri.

«Negli ultimi anni , grazie al Centro Diego Fabbri, è nato un circuito virtuso che ha consentito al Dirigibile di affrontare palcoscenici e realtà differenti – illustra Paola Longhi – in questi 13 anni, la nostra compagnia è cresciuta, anche se c’è stato un certo turn-over di attori; le attività impegnano mediamente 20 pazienti, fra dimissioni e nuovi ingressi, 5 operatori, volontari, tirocinanti e collaboratori esterni». Sino ad oggi, il Dirigibile ha ideato, allestito e rappresentato ben 12 opere teatrali originali, di elevata complessità e qualità artistica, sviluppando numerose e importanti collaborazioni esterne, tutte incentrate sulla crescita di una nuova cultura dell’integrazione, dell’inclusione, e dell’emancipazione, attraverso lo strumento del teatro come promozione del benessere individuale. Negli anni, le condizioni generali psicofisiche e di salute dei pazienti sono notevolmente migliorate, anche al di là delle attese, così come il loro rapporto con se stessi, con gli altri, col mondo e con gli operatori. Fra i partecipanti alle attività teatrali, le crisi periodiche e i ricoveri sono stati quasi azzerati e alcuni di loro hanno ottenuto borse-lavoro; la loro autostima è cresciuta enormemente così come la gamma delle loro relazioni sociali, inoltre hanno sviluppato abilità fisiche e manuali, capacità cognitive, espressive, creative, relazionali e competenze attoriali davvero importanti.

«Il teatro fa bene non solo alla salute mentale dei nostri pazienti ma a quella di tutti i soggetti coinvolti – commenta  Ravani –. Nel campo della salute mentale, si parla sempre di più di servizi orientati alla recovery: il teatro è un perfetto esempio». «L’amministrazione e le istituzioni traggono importanti insegnamenti da queste esperienze – dichiara l’assessore comunale Davide Drei – chi vuole fare il bene comune deve relativizzare il concetto di normalità, altrimenti rischia di concentrarsi troppo sulle persone ai margini, fuori dal concetto canonico di normalità, dimenticando il contesto. Il teatro, in questo senso, è di grande aiuto, perché capovolge i paradigmi, dà a tutti la possibilità di esprimersi. Il Dirigibile rappresenta una delle esperienze più strutturate, ma in città se ne stanno sviluppando altre, penso al carcere. Il mio auspicio è che si arrivi presto a una stagione teatrale con un cartellone dedicato esclusivamente al teatro sociale».

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