Torna l'appuntamento col Festival della musica giovane del Mediterraneo

L'Ensemble formato da ragazzi italiani e rumeni, sloveni e svedesi anche quest’anno farà sognare il pubblico

Ormai dal 2013 il progetto "La musica, un ponte fra i popoli" e il "Festival della musica giovane del Mediterraneo" sono un appuntamento fisso per l'estate forlivese. Nato da Ipsia Fc e poi preso in carico dall'aps No.Vi.Art di Forlì, con il coordinamento artistico del M° Paolo Marzocchi, ”La musica, un ponte fra i popoli" collega ormai circa 20 scuole di musica, associazioni e conservatori: il suo baricentro è Forlì, ma i partner appartengono ad altri 9 paesi d’Europa (Spagna, Montenegro, Serbia, Romania, Slovenia, Kosovo, Macedonia del Nord, Grecia, Bosnia- Erzegovina), con una nuova ospite, accolta per il primo anno: la Svezia. Neanche quest’anno le attività si sono fermate: dopo la mostra “Images of diversity” realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna - Polo di Forlì (Mirees), che verrà riproposta dall’8 al 18 ottobre alla Sala Albertini, il 16 luglio è stato proiettato negli spazi dell’Abbey club il video di Alessio Bertozzi “Abbattere muri, costruire ponti: i giovani, protagonisti” relativo all’edizione 2019.

E ora, anche se a esibirsi all'Arena San Domenico di Forlì il 5 settembre (ore 21.30), a causa delle normative di contenimento del Covid 19, non sarà la grande Orchestra a cui Forlì è stata abituata nelle passate edizioni, l'Ensemble formato da ragazzi italiani e rumeni, sloveni e svedesi anche quest’anno farà
sognare il pubblico. La formazione, diretta dal M° Fabio Sperandio, eseguirà musiche di Wolfang Amadeus Mozart, Paolo Marzocchi, Gustav Hols, e inoltre un repertorio di musica tradizionale e d'autore balcanica diretta e arrangiata per tale organico dai maestri Bardh Jakova e Stefano Bertozzi: un genere da cui traggono origini molte manifestazioni “colte”, e che rappresenta una palestra in cui realizzare una pratica musicale classica, ma non usuale per la maggior parte degli studenti.

Il 4 settembre, all’interno del progetto “Exodus” coordinato dal Circolo Acli “L. Valli”, sempre nell'Arena del San Domenico (ore 21.30) si terrà il concerto del trio "I njejti det", formato da Stefano Bertozzi, Bardh Jakova ed Elena Indellicati, "Il viaggio dell'uomo, fra conoscenza e stupore: la magia della musica” Theranda, l'antico nome di Prizren, è il luogo nel quale nasce il progetto del trio "I njëjti det";: i tre musicisti che ne fanno parte si sono incontrati nella cittadina del Kosovo per tenere una master class presso la scuola di musica "Lorenc Anton", grazie al progetto "La musica, un ponte fra i popoli"; e hanno esordito con un primo concerto nel 2015 al termine del corso. Il nome del gruppo, "I njëjti det", "stesso mare", intende veicolare più messaggi, innanzitutto, la loro appartenenza a Italia e Albania, due stati apparentemente divisi, ma in realtà uniti da una sponda all'altra grazie al mare Adriatico; poi il "navigare" sul crinale di un repertorio a cavallo fra questi due mondi, il cui linguaggio è intriso di continui rimandi alle melodie, ai ritmi e alle atmosfere dell'Est, pur se legato in massima parte ad autori e allo stile compositivo della musica colta europea.

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"Stesso mare trio", dunque, anche per ricordare che siamo "tutti figli dello stesso mare", un messaggio che il trio, attraverso la sua musica, cerca di diffondere, per far si che il dialogo fra i popoli possa essere sempre di più al centro della conoscenza e della comprensione reciproca. Il 2 settembre inoltre, all'Abbey Club, proiezione del video di Alessio Bertozzi, "Creare ponti, abbattere muri: i giovani, protagonisti”, realizzato durante l'edizione 2019 del Festival della musica giovane. Tutte le attività sono gratuite. Info e prenotazioni: teresa.indellicati@hotmail.com 349 0542645.

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