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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cultura

Un capitello istoriato del XII secolo del Museo civico di Modena alla mostra della Maddalena al San Domenico

Il capitello, esposto solitamente nella sala dedicata all’arte sacra del Museo civico, proviene dalla Pieve di San Vitale di Carpineti, nel reggiano, e fu donato a Muse da Giuseppe Campori, nel 1884

Il Museo civico di Modena partecipa all’esposizione “Maddalena. Il mistero e l’immagine”, che inaugura sabato ai Musei di San Domenico di Forlì, con il prestito di un capitello istoriato del XII secolo che raffigura le scene di Maria Maddalena al Sepolcro e delle Marie alla bottega dello speziale. Il capitello, esposto solitamente nella sala dedicata all’arte sacra del Museo civico, proviene dalla Pieve di San Vitale di Carpineti, nel reggiano, e fu donato a Muse da Giuseppe Campori, nel 1884.

Attribuito a una maestranza padana, risale a prima del 1178 ed è realizzato in marmo. Trasformato in tempi successivi in acquasantiera, è particolarmente significativo per la drammaticità delle figure delle Marie al sepolcro, da considerarsi tra i primi passi che condurranno, nei secoli successivi, ai compianti di Nicolò dell’Arca e di Guido Mazzoni. Sul lato opposto, la scena con l’acquisto dei profumi che, come ha sottolineato Salvatore Settis, si oppone alla scena del sepolcro come l’altra faccia del dramma sacro. I capitelli istoriati hanno una diffusione grandissima nella decorazione delle chiese romaniche, svolgendo una funzione quasi di commento figurato alla storia sacra ed evidenziando passaggi significativi del messaggio indirizzato ai fedeli.

La mostra “Maddalena. Il mistero e l’immagine” indaga attraverso alcune delle più preziose e affascinanti opere d’arte di ogni tempo il mistero irrisolto della figura di Maria di Màgdala. Il percorso espositivo, composto da oltre duecento opere, parte da precedenti iconografici di epoca classica pre-cristiana, centrati sull’estetica del dolore e sulla teatralità delle emozioni, procede lungo il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco, fino alle rappresentazioni ottocentesche e novecentesche nelle quali la figura di Maddalena diviene emblema della protesta e del dramma di un’epoca.

La mostra dei Musei di San Domenico rimarrà allestita fino al 10 luglio; ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmio di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì e Musei, si avvale di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e della direzione generale di Gianfranco Brunelli. Il progetto espositivo porta in Italia capolavori provenienti dalle più importanti istituzioni nazionali e internazionali. Tra i grandi maestri presenti in mostra, affascinati dalla figura della Maddalena, sono presenti Masaccio, Crivelli, Van der Weiden, Bellini, Perugino, Barocci, Savoldo, Mazzoni, Tiziano, Veronese, Tintoretto, Domenichino, Lanfranco, Mengs, Canova, Hayez, Delacroix, Böcklin, Previati, Rouault, Chagall, De Chirico, Guttuso, Melotti, Sutherland, Bill Viola.

Il percorso espositivo, curato nel suo allestimento dagli studi Wilmotte et Associés di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì, si articola all’interno della Chiesa di San Giacomo e delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e sarà accompagnato da un catalogo edito da Silvana Editoriale (per informazioni: 0543 1912030; mostre@fondazionecariforli.it).

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