"Un passato che non passa", Gori e Spazzoli danno voce ai falsi miti sul fascismo

  • Dove
    Fabbrica delle Candele
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 18/07/2020 al 18/07/2020
    20.45
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

L'Anpi provinciale Forlì-Cesena, con il patrocinio dell’Assessorato Politiche Giovanili del Comune di Forlì,  presenta sabato  18 luglio, alle ore 20.45, nella Fabbrica delle Candele di Forlì “Un passato che non passa. Balle e rigurgiti fascisti dopo la Liberazione”. 

Gianfranco Miro Gori e Sabina Spazzoli, introdotti da Lodovico Vico Zanetti, raccontano come e perché in Italia i conti col fascismo - pur se risolti allora in modo radicale dai partigiani e dagli alleati - in seguito non sono stati fatti in maniera compiuta. Insomma “il passato fascista non passa”.

Si sente sempre più spesso ripetere, la pronunciò anche un presidente del consiglio, la frase capziosa: “Mussolini ha fatto anche cose buone”, oppure un'altra del pari falsa: “Ah, se Mussolini non avesse fatto le leggi razziali”, o un'altra ancora assai ingannatrice: “Ah, se Mussolini non fosse entrato in guerra”. Frasi che rivelano come non sia stata chiarita in modo definitivo, nonostante l'esplicito dettato costituzionale, la natura malvagia del fascismo.

D'altra parte non può che destare inquietudine che sia stato accolto nel parlamento repubblicano un partito neofascista come il movimento sociale italiano, guidato da un ex repubblichino non pentito già segretario dell'ignobile rivista razzista “La difesa della razza”, né, per venire all'oggi, siano in circolazione formazioni politiche che si richiamano al fascismo.

Dal racconto di Gori e dalle letture di Spazzoli apparirà come la frase “Mussolini ha fatto anche cose buone” sia completamente falsa. Un solo esempio da un lungo elenco di menzogne: non è assolutamente vero che la pensione sia stata introdotta in Italia da Mussolini.

E apparirà altresì chiaro che le leggi razziali erano connaturate al fascismo, ne facevano parte integrante, insomma non furono un accidente determinato dall'esempio nazista; così come la guerra e il bisogno di un nemico furono strettamente necessari al duce, il quale come è noto dichiarò con supremo cinismo che gli serviva qualche migliaio di morti per sedere da vincitore al tavolo della pace.

Stante le vigenti norme di sicurezza anticovid, i posti sono limitati. E’ obbligatoria la prenotazione telefonando al cell. 3713331535

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