"Verso sera", inaugura la sezione arte di Ipercorpo

Gli artisti invitati a questa edizione partecipano a Ipercorpo per la prima volta: in mostra le opere di Alfredo Pirri, Sergio Breviario, Adelaide Cioni e Mattia Pajè

Dall'1 al 4 ottobre si inaugura la Sezione Arte del festival Ipercorpo nell'ex Arena Cinema Apollo di Forlì (ingresso da EXATR). Anche quest’anno la Sezione Arte del festival reagisce alle sollecitazioni del titolo del festival, e lo traduce in una proposta di fruizione delle opere, in un qui e ora dell’esperienza dell’opera, che fa da controcanto alla dimensione performativa del festival, all’irrinunciabile rapporto tra corpo dell’opera e corpo dello spettatore.

La sezione si intitola Verso sera e include gli interventi di Alfredo Pirri, Sergio Breviario, Adelaide Cioni e Mattia Pajè, uno per ognuna delle giornate del festival, dal giovedì alla domenica, all’interno di uno spazio suggestivo, adiacente a quello dell’Ex deposito ATR: l’arena estiva del Cinema Apollo, costruita all’inizio del secolo scorso con vaghe influenze Art Déco, collocata al centro di un cortile privato del centro storico, da tempo dismessa, e utilizzata, fino al 1977, per spettacoli teatrali e cinematografici.

Gli artisti invitati a questa edizione partecipano a Ipercorpo per la prima volta, appartengono a generazioni diverse e hanno sviluppato pratiche che non appaiono legate in modo esclusivo a un medium specifico: il lavoro di Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) è emerso alla fine degli Ottanta, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia (1988), e si articola, con lavori bidimensionali e installazioni, attorno all’idea di un “colore luce” e di un “colore materia”; la poetica di Sergio Breviario (Milano, 1974) sovrappone scultura e disegno e può approdare a una dimensione in cui i due medium interagiscono tra loro in forma performativa fino a coinvolgere il corpo di attori e/o spettatori; il lavoro di Adelaide Cioni (Bologna, 1976) nasce dal disegno e mostra figure semplici – motivi astratti, decorativi, pattern, motivi vegetali o riconducibili al reale – che, pur replicate in forma bidimensionale (in stoffe cucite su tela o in proiezioni di disegni su diapositive), sembrano appropriarsi dello spazio come “colori volumi”; Mattia Pajè (Melzo, 1991) contamina medium diversi per via di approcci eterogenei, associazioni inaspettate, all’insegna delle sollecitazioni degli spazi in cui è invitato a esporre.

Se vi è dunque un luogo dell’opera, l’ex arena del Cinema Apollo – toccato, in forme diverse, dai lavori esposti –, c’è anche un tempo dell’opera: un intervento per ognuno dei quattro artisti e delle giornate del festival, da visitare “verso sera”, o dall’imbrunire – All’imbrunire è anche il titolo dell’opera di Alfredo Pirri che inaugura la rassegna – tra le 19 e le 20, da coloro che vorranno farsi accompagnare dalle parole degli artisti, o successivamente in piccoli gruppi prima e dopo gli spettacoli del festival.

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