Mercoledì, 23 Giugno 2021
Scuola

Compiti a casa, come aiutare bambini e ragazzi: i consigli dello psicologo

Abbiamo chiesto alcuni consigli a Stefano Albertini, psicologo e psicoterapeuta familiare, che collabora con il Centro per le famiglie del Comune di Forlì.

L'approccio con il mondo della scuola è un passo importantissimo per i bambini, ma lo è anche per le famiglie, che dovranno sostenere i propri figli nel percorso scolastico. Un aspetto molto dibattuto, che spesso può creare difficoltà, è quello dei compiti a casa. Ovviamente non esistono regole o consigli che possano valere per tutti e il vissuto di ogni famiglia è fondamentale, ma abbiamo chiesto alcuni consigli a Stefano Albertini, psicologo e psicoterapeuta familiare, che collabora con il Centro per le famiglie del Comune di Forlì. 

Come approcciarsi ai compiti nel primo anno di elementari?
Innanzitutto dobbiamo pensare che i compiti hanno nello storico dei genitori diversi vissuti: sono visti dalla scuola come condizione imprescindibile e dalle famiglie, a volte, come un peso ed una verifica. L'obiettivo è quello di aiutare il proprio figlio a  maturare un'autonomia organizzativa, emotiva e motivazionale che gli permetta di affrontare,  a volte,  anche la noia che possono provocare i compiti, perchè si può far credere che i compiti siano qualcosa di divertente, ma non lo è sempre e non è uguale per tutti. 

In questa fase di transizione qual è il ruolo del genitore?
L'inizio della scuola elementare, oltre a cambiare i rapporti tra pari, con gli  insegnanti, introduce diversi ritmi: diminuisce sempre di più il tempo dedicato al gioco. Il ruolo del genitore è quello di aiutare il bambino a confrontarsi con una dimensione nuova, nei primi anni di elementari, aiutarlo a sviluppare la capacità di organizzarsi e diventare autonomo, creando una routine. 

C'è un momento migliore per lo svolgimento dei compiti?
Non possiamo certo lasciare che un bambino gestisca il tempo da solo: al ritorno da scuola è necessario un tempo di recupero, senza arrivare però a fare i compiti alla sera. Non dobbiamo mai dimenticare che un bambino  non ha un tempo di attenzione molto lungo in prima elementare. Per cui è necessario sapere sfruttare quel tempo, ma lasciando spazio anche ad attività motoria. Possiamo  anche aiutare i nostri figli a riposare la notte: un bambino alle scuole elementari dovrebbe dormire circa 9-10 ore, alle medie 8-9, mentre un ragazzo delle superiori non meno di 8, per avere buoni livelli di attenzione durante il giorno. Non dobbiamo comunque dimenticare che la fase di attenzione più alta per i bambini è al mattino. 

Come va gestito l'aiuto del genitore nello svolgimento dei compiti?
L'aiuto dei genitori dovrà servire, in maniera graduale, sempre di meno, il genitore con il passare del tempo sarà a disposizione quando il bambino ne sente il bisogno. Bisogna cercare di non cadere nell'errore di sistemare i compiti: il bambino va sostenuto nella fatica e nell'autonomia, ma non protetto da  quello che non ha capito, è necessario che chieda all'insegnante. Il compito del genitore è quello di  offrire sostegno emotivo alla fatica, mostrare comprensione. Il genitore non deve sostituirsi, il protagonista è il bambino. Dobbiamo pensare che i compiti siano un'occasione di crescita per noi e per loro, un'occasione di relazione che vada oltre la performance scolastica.

Come comportarsi quando ci sono difficoltà nello svolgimento dei compiti?
Non bisogna dimenticare che i possibili disagi di un bambino possono riflettersi nell'esecuzione  dei compiti, non è detto che siano 'capricci' o comportamenti immaturi, ma nell'ambiente di casa in cui il bambino si sente protetto, potrebbe esprimere un eventuale disagio. E' fondamentale confrontarsi con le insegnati e confrontarsi con il bambino. Capire se ci sono fatiche legate apprendimento, o emotive legate alla scuola,  o emozionali legate all'ambiente. Sicuramente è bene evitare di criticare ed essere troppo severi, occupandosi di accogliere la difficoltà. Il mio invito è sempre quello di confrontarsi con professionisti nel momento in cui insorgono difficoltà.

Esiste un ambiente migliore per lo svolgimento dei compiti?
Aiutiamo il bambino a fare i compiti in una stanza in ordine, senza tv accesa, senza troppi giochi che lo distraggano, per migliorare la concentrazione.

Quando lo studio aumenta,  nei passaggi tra elementari e medie e medie e superiori, come sostenere i ragazzi?
Sicuramente questi passaggi sono veri e propri cambiamenti, anche dal punto di vista delle aspettative  per genitori e insegnanti. E' necessario porre grande attenzione a questi passaggi e dare il tempo ai nostri figli di prendere le misure dei nuovi contesti, passando dalla dimensione più famigliare ad una maggiore apertura al mondo. Non si deve dare per scontato che i ragazzi riescano subito a trovare la misura, ma sostenerli ed incoraggiarli ad approcciarsi ad una nuova dimensione ed una nuova fatica, aiutarli a  sopportare  anche la frustrazione, a conoscere i propri limiti e fargli capire il proprio potenziale, anche con aiuti esterni alla scuola, magari favorendo lo studio in gruppo. 

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