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Green Centro Storico / Corso Armando Diaz

Abbattimenti in corso Diaz, il vicesindaco risponde: "Il progetto prevede 50 alberi in più"

Mentre il gruppo "Giù le mani dagli alberi di Forlì" continua la raccolta firme per contrastare l'abbattimento degli alberi in corso Diaz, il vicesindaco con delega al verde pubblico, Veronica Zanetti, vuole fare un po' di chiarezza

Mentre il gruppo “Giù le mani dagli alberi di Forlì” continua la raccolta firme per contrastare l'abbattimento degli alberi in corso Diaz, il vicesindaco con delega al verde pubblico, Veronica Zanetti, vuole fare “un po' di chiarezza in modo serio. Il progetto di riqualificazione di corso Diaz è volto a valorizzare un'arteria importante della città che accede al suo cuore: la piazza. Il valore e le funzioni degli alberi sono molteplici: ecologico-ambientale, culturale, sociale, estetico-architettonico, storico”, spiega Zanetti sul suo profilo Facebook.

“Questo progetto prevede l'aumento del numero di alberi (oltre 50), in un contesto maggiormente uniforme ed omogeneo, che dovrebbe favorire la passeggiata in un luogo invitante ed accogliente. Coerentemente con questa intenzione stiamo valutando anche arredi urbani, non previsti dal progetto, che accompagnino questa passeggiata anche laddove attualmente si interrompe l'alternarsi delle alberature. Inoltre tenta anche di dare soluzione alla criticità determinata da una scelta non adeguata di alberatura in relazione al contesto in cui è stata collocata. Si tratta di alberi che nel corso degli anni non si sono mai potuti sviluppare in modo naturale, vuoi per le potature di contenimento lato edifici, vuoi per gli ostacoli dovuti a infrastrutture e sottoservizi incontrati in fase di sviluppo dell'apparato radicale, vuoi per gli interventi stradali che non sempre ne garantiscono un adeguato rispetto. Nonostante questo la forza della natura consente a questi esseri viventi di adattarsi e crescere al meglio delle loro possibilità”, spiega Zanetti, rifacendosi al progetto sui viali alberati messo in piedi dalla precedente amministrazione.

“L' individuazione della specie (Celtis australis, altrimenti detto bagolaro, altrimenti detti spaccasassi proprio per il vigore del loro apparato radicale) di alberatura stradale non risulta delle più adeguate nè, nel corso degli anni, è stato correttamente predisposto da un punto di vista architettonico-paesaggistico l'allestimento di tutto il corso in un'ottica di uniformità e bellezza. A qualche bagolaro, oggi si susseguono alcune lagerstroemiae, poi di nuovo bagolari e di nuovo lagerstroemiae, in un percorso alternato discontinuo e disomogeneo. Se consideriamo gli splendidi esemplari di bagolaro presenti al Cimitero degli Indiani e li paragoniamo a quelli di corso Diaz è del tutto evidente la differenza (così come è lampante la differenza all'interno dello stesso corso, motivo per il quale infatti verranno mantenuti i due esemplari posti innanzi alla Parrocchia di S. Antonio Abate in Ravandino) - chiarisce Zanetti, entrando nel merito del report redatto alcuni anni fa -.  Dicevo che la forza della natura è tale che consente a questi esemplari di adattarsi anche a situazioni critiche, ma chiaramente mortificandone e limitandone il vigore e lo sviluppo naturale”.

“A sostegno di queste argomentazioni ci sono tanti studi portati avanti anche in ambito universitario, cito solo a titolo esemplificativo il professore Francesco Ferrini dell'Università di Firenze, docente ed autore di innumerevoli pubblicazioni. Ma è altrettanto vero che risulta non sempre di immediata applicazione calare gli studi in un contesto reale perché emergono fattori emotivi, ideologici o affettivi contingenti e individuali. Consapevole che sia giusto esaminare in dettaglio e dare conto del progetto, terminate le verifiche ancora in corso ci sarà occasione di confrontarsi in uno o più incontri pubblici di presentazione del progetto promossi dall'Amministrazione stessa. Perché il dialogo e il confronto sono la ricchezza della democrazia”, conclude il vicesindaco.

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