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Venerdì, 19 Agosto 2022
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Tecnologie a servizio della raccolta differenziata: a Hera il premio Smart City di Smau 2014

Negli ultimi anni Hera ha investito circa 50 milioni di euro in impianti dedicati alla valorizzazione e al recupero dei rifiuti, per incrementare i valori della differenziata e massimizzare gli sforzi dei cittadini

Un sistema integrato di soluzioni tecnologiche al servizio del recupero di materiale e della raccolta differenziata: è una visione tutta incentrata sull’hi-tech che ha fatto vincere ad Hera il premio il Premio Smart City, il riconoscimento assegnato dagli esperti di Smau Bologna, l’evento dedicato alle tecnologie, al mondo del digitale e all’innovazione che in questi giorni sta facendo tappa sotto le Due Torri, alla Fiera.

Il premio, bandito in collaborazione con Anci e consegnato mercoledì mattina, seleziona e dà visibilità a esperienze e progetti innovativi in tema di città intelligenti. Le aree tematiche in cui si poteva concorrere andavano dall’e-governement alla mobilità sostenibile, fino ai servizi smart per il turismo. Per quanto riguarda la raccolta è stata premiata l’app del Rifiutologo, mentre per il trattamento dei rifiuti vincono gli impianti di selezione a lettori ottici e i biodigestori.

Gli investimenti nel recupero - Negli ultimi anni Hera ha investito circa 50 milioni di euro in impianti dedicati alla valorizzazione e al recupero dei rifiuti, per incrementare i valori della differenziata e massimizzare gli sforzi dei cittadini. E Il cuore di questo potenziamento è stata l’applicazione di tecnologie smart, in grado di trattare il rifiuto in modo “intelligente”.

L’app del Rifiutologo: per sapere sempre come fare la differenziata - Per separare correttamente i rifuti a casa basta un’app: quella del Rifiutologo, lanciata da Hera nel 2011 e già a quota 44.300 downloads. E’ un’utile guida, da scaricare gratuitamente, che trasforma lo smartphone (o il tablet) in un assistente personale che aiuta a fare la raccolta differenziata. E’ personalizzata per ciascuno dei comuni serviti dalla multiutility ed è interattiva, perché permette a chi la usa di suggerire gli oggetti mancanti: una sorta di “crowd-sourcing” in cui l’utente-cittadino diventa protagonista.

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