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Martedì, 16 Agosto 2022
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Reinserimento sociale dei detenuti: il progetto "Raee in carcere" premiato a Roma

Le persone in esecuzione penale inserite in tirocinio vengono accompagnate in un percorso di risocializzazione lavorativa, dando loro l’opportunità di imparare sia gli aspetti tecnici del lavoro sia quelli legati al rispetto delle regole dell’organizzazione in cui è inserito

Un modello per la sua capacità di coniugare finalità sociali e attenzione all’ambiente. Con questa motivazione il progetto RAEE in Carcere è stato premiato lo scorso 22 maggio a Roma dal comitato italiano promotore della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Già scelto come finalista tra oltre 85 progetti presentati in Europa agli awards della European Week for Waste Reduction, RAEE in Carcere si sta affermando come un esempio nell’ambito della gestione dei rifiuti con un’importante valenza sociale.

Il progetto RAEE in Carcere è promosso da diversi enti ed organizzazioni: Regione Emilia Romagna, Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia Romagna, Hera, consorzi Ecolight, Ecodom e Erp Italia, cooperative sociali IT2, Gulliver e Il Germoglio, enti di formazione Techne e Cefal, Province di Bologna, Forlì-Cesena e Ferrara. È volto a favorire il recupero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)e, al contempo, il reinserimento socio-lavorativo di persone in esecuzione penale o che hanno concluso il periodo di detenzione, attraverso il disassemblaggio di questi rifiuti. Il progetto è operativamente e finanziariamente sostenuto dalla multiutility HERA Spa e da tre dei maggiori sistemi collettivi italiani per la gestione dei RAEE, Ecodom, Ecolight e Erp,  impegnati a remunerare le cooperative e a sostenere l’iniziativa.

I risultati raggiunti finora in termini sociali sono importanti: “Delle oltre 60 persone in esecuzione penale (di cui 22 assunte), a Forlì ne sono state impiegate 36, di cui 7 assunte a tempo indeterminato e altre 29 in tirocinio e stage - riassume Margherita Zaccarelli della cooperativa sociale Gulliver che gestisce il laboratorio di Forlì – Queste persone hanno lavorato oltre 700 tonnellate di RAEE sulle 2.500 trattate complessivamente nei 3 laboratori. L’accompagnamento formativo dei lavoratori - tramite tirocini d’inserimento e tutoraggio al gruppo dei lavoratori - ed il raccordo con le istituzioni regionali è assicurato fin dall’avvio del progetto dagli enti di formazione Techne Forlì Cesena e Cefal Emilia Romagna”.

Le persone in esecuzione penale inserite in tirocinio vengono accompagnate in un percorso di risocializzazione lavorativa, dando loro l’opportunità di imparare sia gli aspetti tecnici del lavoro sia quelli legati al rispetto delle regole dell’organizzazione in cui è inserito. Le persone che mostrano impegno sul lavoro saranno assunte fino al termine della pena. Ogni ex detenuto inserito ha ritrovato una sua dimensione lavorativa e statisticamente avrà meno possibilità di reiterazione del reato. Il progetto RAEE ha ricadute positive su più livelli, da quello individuale degli ex detenuti a quello sociale, in termini di aumento del livello di sicurezza del territorio, nonché a livello ambientale ed economico.

Nato nel 2005 nell’ambito dell’iniziativa Equal Pegaso promossa dalla Regione Emilia Romagna e dal Fondo Sociale Europeo, il progetto è diventato operativo nel 2009 con la partecipazione di detenuti a tre laboratori produttivi operanti all’interno delle carceri di Bologna e Ferrara ed all’esterno del carcere di Forlì. Il personale selezionato è stato formato e poi assunto dalle cooperative sociali che gestiscono le attività.

«Si tratta di un progetto che il nostro Gruppo ha promosso, sostenuto e co-finanziato fin dalle origini, mettendo a disposizione i propri servizi operativi ambientali e i Raee raccolti alle stazioni ecologiche gestite, e nel quale ha creduto perché porta una ricaduta positiva e concreta sul territorio, in particolare a beneficio delle fasce più deboli », osserva Tiziano Mazzoni, Direttore Servizi Ambientali di Hera Spa. Dal 2012 il progetto ha ampliato il proprio raggio di azione: il sito web e la pagina facebook, cofinanziati da alcuni partner, sono gestiti da operatrici provenienti dall’esperienza del carcere rappresentando così un’occasione formativa e lavorativa.

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