Guidi: "La sinistra, i moderati e i cattolici"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La sinistra italiana, dopo la sconfitta elettorale (o la mancata vittoria), sembra voler voltare pagina trascurando di riflettere attentamente su un fatto conseguente, appunto, al voto, tanto semplice quanto pregiudizievole d'ogni sua scelta politica futura: l'Italia è un Paese moderato e molto legato alla sua tradizione religiosa, anche se diversamente praticata. La conferma, se mai ve ne fosse bisogno, è data dall'entusiasmo diffuso tra i cattolici e i laici con cui è stata accolta l'elezione del nuovo Papa, Francesco.

La sinistra, quindi, non deve attardarsi nel giudicare se il moderatismo e la religiosità siano un difetto o un pregio ma, piuttosto, deve prendere atto della natura politica e culturale prevalente nel nostro Paese e comportarsi di conseguenza, se vuole essere in sintonia con il comune sentire della maggioranza degli italiani.

La scelta del moderatismo politico e l'accettazione dell'ascendente religioso nella vita privata e collettiva degli italiani, non sono più riconducibili all'irridente appellativo di "destrismo" e "bigottismo", che la sinistra anticlericale di un tempo affibbiava ai cattolici moderati.

Viceversa, tali scelte sono, alla pari d'ogni altra, i contenuti propri di un modello di vita, trasversale agli stessi schieramenti politici.

In ogni caso è perfettamente inutile contrapporre ad esse politiche estremistiche: ad esso va contrapposto il progetto di una società diversa ma parimenti moderata, intrisa di valori laici - non strumentalmente conflittuali con i valori cattolici - seppure chiari e profondi.

Ovviamente, c'è più di un fondato motivo per dubitare che la sinistra nel suo complesso sia in grado di dotarsi e praticare, almeno a breve, un tale progetto politico e culturale.

Né il pur necessario innesto, nell'azione politica della sinistra storica, di cattolici "adulti" (per intenderci alla Romano Prodi) può essere, di per se, sufficiente a supplire e pareggiare i valori in campo delle due visioni di società che si sono confrontati alle elezioni.

Se è vero - com'è vero - che il moderatismo è insito nella natura politica della maggioranza degli italiani, così come la religione lo è in quella dello spirito, allora la sinistra è di fronte ad una battaglia persa in partenza?

No, la sinistra è di fronte ad una grande sfida di cui occorre però saper cogliere il suo significato e senso profondo.

Si tratta, a mio parere, di condurre il confronto politico sul terreno dei problemi degli italiani usando il metodo del gradualismo moderato proprio del Riformismo e di gettare alle ortiche ogni atteggiamento bellicista del passato, di stampo anticlericale, compresa la presunzione di verità superiore dell'agnosticismo sul credo religioso.

Solo su questo piano è possibile chiedere, alla mente e al cuore di molti italiani, l'esercizio del "libero arbitrio" nelle loro scelte politiche ed elettorali.

Dirlo è relativamente facile ma il farlo, per questa sinistra divisa e con incerta identità, sarà molto difficile.

Alessandro Guidi

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