Il grande caldo stenta a fare la voce grossa, è un'estate "anomala": l'esperto meteo spiega il perchè

L'estate 2020, al momento, si sta caratterizzando per il suo clima piacevole. Salvo qualche, rara, eccezione, le temperature non sono andate mai oltre i 35°C

Il grande caldo è ancora lontano. Quello delle notti insonni, da trascorrere col condizionatore accesso (ovviamente per chi ce l'ha). L'estate 2020, al momento, si sta caratterizzando per il suo clima piacevole. Salvo qualche, rara, eccezione, le temperature non sono andate mai oltre i 35°C. Negli ultimi dieci giorni la giornata più calda a Forlì è stata quella dell'11 luglio, quando la colonnina di mercurio ha toccato una massima di 33,3°C, con un'umidità percentuale media del 46%. Da allora la colonnina di mercurio si è mantenuta sotto i 30°C.

Le frequenti ondate di maltempo, tuttavia con poche precipitazioni nel Forlivese, hanno avuto il ruolo di spezzare il caldo che man mano si faceva più intenso, riportando i termometri a temperature tipiche del periodo o talvolta lievemente al di sotto. "Ogni tanto può capitare, ma ciò non inficia minimamente il trend verso estati mediamente sempre più calde", tiene a puntualizzare Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di Emilia Romagna Meteo e vicepresidente dell'associazione Ampro. Venerdì la Romagna ha risentito di una nuova ondata di maltempo, che lascerà spazio ad un weekend gradevole e soleggiato.

Randi, altra 'passata' temporalesca. A cosa è dovuta la nuova ondata di maltempo?
Un vortice depressionario in quota, caratterizzato dalla presenza di aria piuttosto fredda, si è isolato sui paesi danubiani e si muove verso la penisola balcanica, interessando anche la nostra regione tramite un asse di saccatura associato a un fronte freddo nei bassi strati che sta velocemente scivolando da nord-ovest a sud-est lungo il mare Adriatico, seguito da correnti da nord-nord-est che manterranno fresche le temperature.

Violenti scrosci con visibilità limitata, fortunatamente brevi. Come si sono sviluppati?
Si tratta di un’azione combinata tra quota e bassi strati: alle quote superiori il vortice freddo presente sui paesi danubiani ha attivato sul nostro territorio forti correnti da nord-ovest caratterizzate da basse temperature, elevata divergenza e elevata vorticità, e questo è un fattore che "stimola" l’aria a salire velocemente verso l’alto. Nei bassi strati il passaggio di un fronte freddo ha fatto convergere correnti da ovest-nord-ovest provenienti dall’interno, con flussi da nord-est in arrivo dall’Adriatico, ed anche questo è un meccanismo che costringe l’aria a salire verso l’alto. La doppia azione ha favorito, stante la presenza di aria umida nei bassi livelli, l’innesco di linee temporalesche (sistemi multicellulari) che, a macchia di leopardo, hanno interessato la Romagna. Solo quando giunge con decisione l’aria più secca e stabile dietro al fronte, i fenomeni si esauriscono.

Il weekend come andrà?
Decisamente meglio, anche se inizialmente il vortice freddo in quota rimarrà sui Balcani, ma interessandoci molto marginalmente nella giornata di sabato quando, specie al mattino, si potrà ancora avere nuvolosità irregolare con remoto rischio di qualche breve piovasco sui rilievi. Domenica sarà una giornata ancora migliore con prevalenza di bel tempo per la rimonta della pressione a tutte le quote; al più qualche innocuo annuvolamento sul crinale appenninico. Sarà un week-end ancora fresco di notte e al mattino, mentre le temperature massime tenderanno ad aumentare già sabato, ma rientrando semplicemente nella norma del periodo.

La caratteristica di questa estate, al momento, è che ricorda quelle "old style", senza eccessi di calore. Come mai al momento l'anticiclone africano non ha ancora avuto il sopravvento?
Se analizziamo la distribuzione media della pressione al suolo dal 1 giugno al 15 luglio, si nota come l'anticiclone delle Azzorre nei bassi strati sia decisamente più arretrato verso ovest rispetto al normale; ma è anche più debole la componente nord-africana (continentale), lasciando l'area mediterranea "scoperta". Le cause sono più di una: la tendenza ad avere regimi di circolazione di tipo AR, ovvero con frequenti alte pressioni in quota su medio e nord Atlantico associate a una maggiore oscillazione del getto polare, e un monsone africano per ora piuttosto fiacco sulla parte occidentale, che è quella che più ci interessa. Poi c'è una componente legata al climate change.

Cioè?
Il gradiente termico si è rafforzato alle alte latitudini (tra il Polo Nord e i confini settentrionali dei continenti), ma si è indebolito tra le aree settentrionali a quelle centro-meridionali dell'Eurasia e del Nord America (causa maggiore riscaldamento delle aree artiche), pertanto il gradiente relativamente invariato tra le medie latitudini e l'equatore tende a scindere più facilmente il flusso della corrente a getto polare durante l'estate, favorendo situazioni di blocco. Fino ad ora i blocchi sono rimasti lontani dal nostro territorio e, stante frequenti alte pressioni rintanate sull’Atlantico, il Mediterraneo centro-orientale è rimasto spesso in condizioni debolmente depressionarie. Ogni tanto può capitare, ma ciò non inficia minimamente il trend verso estati mediamente sempre più calde.

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Sul web c'è chi strilla per un agosto con forti ondate di calore. Lei cosa ne pensa?
Che sono strilli, per l’appunto. Indubbiamente c’è un segnale più caldo, sul sud e ovest dell’Europa, per la prima decade di agosto, ma un primo luogo il livello di confidenza è ancora basso, in secondo luogo non è possibile capire ora quanto l’eventuale caldo potrebbe essere intenso, e quanto potrebbe durare. Insomma sono solo “scenari” ipotetici. Peraltro, ad inizio mese, avevamo un segnale piuttosto caldo per la terza decade di luglio, ma si è smorzato di parecchio col passare dei giorni. Probabilmente qualche onda di calore arriverà, ma ci si affida più alla statistica che al resto, ed oggettivamente, per i prossimi 7-8 giorni non sembrano esserci gli estremi per temperature eccessivamente superiori alla norma, e qui ci fermiamo.

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