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Un gennaio "tiepidino", ma senza troppi eccessi: quello del 2014 resta il più caldo dal dopoguerra

Sul fronte precipitazioni, è emerso un ammanco percentuale del -13% rispetto al medesimo trentennio di riferimento

Con gennaio è andato in archivio anche il secondo mese dell’inverno meteorologico 2020-2021. Un gennaio che ha visto nel Forlivese due episodi di nevischio anche in pianura (lunedì 11 e domenica 17), in un contesto di precipitazioni "relativamente scarse". A tirare le somme è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti). Dal punto di vista termico, gennaio è stato "tiepidino", ma non decisamente al di sopra della norma con i mesi di gennaio del 2016, 2018 e 2020.

Tuttavia, spiega Randi, è stato "più mite rispetto a quello del 2017, che fu freddino, e del 2019. L'anomalia di temperatura media +0,7°C, riferita al trentennio 1981-2010, è stata di +0,7°C". Il gennaio più mite dal 1950 resta quello del 2014, con un'anomalia di quasi 4°C, mentre il più freddo quello del 1985. Sul fronte precipitazioni, è emerso un ammanco percentuale del -13% rispetto al medesimo trentennio di riferimento. "Lo scorso anno andò decisamente peggio con un deficit di ben il 65% che aprì un semestre estremamente secco", conclude Randi.

La prima settimana di febbraio sarà piuttosto grigia. Informa l'Arpae: "Un'area di bassa pressione sul vicino Atlantico determinerà sull'Italia flussi di aria stabile e mite per la stagione, con presenza di nebbia diffusa sulla pianura. Solo a termine periodo si avrà un possibile peggioramento delle condizioni meteorologiche. Le temperature sono previste inizialmente in aumento, con minime ben sopra lo zero".

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