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Aprile estremo, dall'anticipo d'estate alla neve e gelate. Nel weekend si apre una fase piovosa

La colonnina di mercurio è scesa al di sotto dello zero nel forese (-1,2°C a Villafranca, -2,5°C a Predappio, -4,1°C a Rocca San Casciano e -7,7°C sul Monte Falco a 1.628 metri sopra il livello del mare)

Quella tra mercoledì e giovedì è stata una nottata alquanto critica nelle campagne del forlivese, con gelate diffuse per irraggiamento radiativo con cielo sereno e quasi assenza di vento. La colonnina di mercurio è scesa al di sotto dello zero nel forese (-1,2°C a Villafranca, -2,5°C a Predappio, -4,1°C a Rocca San Casciano e -7,7°C sul Monte Falco a 1.628 metri sopra il livello del mare). "Siamo sui livelli del 2 aprile dello scorso anno e vicini ai limiti assoluti per aprile, occorsi sempre nello scorso anno o l’8 aprile 2003, quindi si possono considerare valori “estremi” - informa sulla propria pagina Facebook  Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti) -. A prescindere dai rilievi che verranno effettuati sul campo si possono stimare già da ora danni molto seri ai fruttiferi. Anche questo si configura in una maggiore variabilità climatica (che fa il paio con i quasi 28°C di temperatura massima a fine marzo)".

Un aprile decisamente estremo quello visto fino ad ora, con un considerevole delta termico: il mese era esordito in città con una massima d'anticipo d'estate di 26,8°C, per poi subire un drastico calo già nel weekend festivo, con una massima di 13,3°C nel giorno di Pasqua, prima di precipitare ulteriolmente con minime di 2,6°C, 1,9°C, 1,1°C tra lunedì di Pasquetta e mercoledì. L'ultima ondata di freddo, che ha ovattato di bianco le colline del Forlivese a macchia di leopardo oltre i 200 metri, con punte anche di 10 centimetri in alcune zone, è stata innescata dalla migrazione verso latitudini molto elevate, sull’Oceano Atlantico, di un vasto promontorio anticiclonico che ha stoppato le correnti occidentali.

Di conseguenza dalla Groenlandia si è staccato un blocco di aria molto fredda che si è proiettato velocemente verso sud, con un esteso fronte di aria artica marittima che ha invaso gran parte del continente europeo, arrivando ad interessare, anche la Romagna. L’arco alpino ha offerto una certa protezione nei confronti delle correnti settentrionali, ma parte dell’aria artica è riuscita comunque ad aggirare l’ostacolo, causando una decisa diminuzione delle temperature; dapprima nei valori massimi, ma in seguito anche in quelli minimi.

Nei prossimi giorni le temperature minime torneranno al di sopra dello zero. Il servizio meteorologico dell'Arpae prevede già da sabato un cambiamento della circolazione atmosferica: "Flussi atlantici, con il successivo transito di un minimo depressionario, apporteranno condizioni di nuvolosità su tutta la regione con precipitazioni diffuse, a carattere debole e irregolare in pianura, di maggiore entità sui rilievi". L'ombrello sarà a portata di mano almeno fino a martedì. Le temperature tenderanno ad aumentare nei valori minimi, riportandosi nelle medie climatologiche del periodo, con massime con valori sopra i 15 gradi"

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