Martedì, 23 Luglio 2024
Meteo

I cambiamenti climatici distorcono la percezione delle temperature: "Giugno fresco? Non è stato così"

L'APPROFONDIMENTO - Focus con Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti)

Il mese di giugno, primo dell'estate meteorologica, è il settimo più caldo dal 1950, con un’anomalia di temperatura media di +2°C rispetto alla media climatologica di periodo 1981-2010. "Archiviamo l’undicesimo mese di giugno consecutivo più caldo rispetto alla norma", osserva Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti).

Randi, cosa ci lascia in eredità il mese di giugno?
"La sensazione che l'ormai consolidata abitudine a temperature quasi costantemente superiori alla norma, ci stia facendo dimenticare le caratteristiche di un mese climatologicamente “normale”; e giugno ne è una prova lampante. A livello di percezione soggettiva, peraltro comune alla stragrande maggioranza delle persone, è sembrato un giugno fresco, ma se andiamo ad analizzare i dati ci rendiamo subito conto che così non è stato. Dunque, siamo già entrati da tempo in una fase nella quale ormai ci accorgiamo delle temperature anormalmente elevate solo quando esse sono estreme, e un mese con temperature nella norma viene percepito come molto freddo, anche quando i dati dimostrano il contrario".

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Veniamo ai numeri. Che mese è stato dal punto di vista termico?
Un giugno sicuramente caldo, anche se non estremo come successo spesso in annate recenti. Con un’anomalia di temperatura media di +2,0°C rispetto al periodo 1981-2010, il giugno 2024 romagnolo si colloca al settimo posto tra i più caldi dal 1950; certamente meno caldo rispetto a quello del 2023 (anomalia di +3,0°C) che fu il secondo più caldo della serie storica, ma pur sempre collocato ai “piani alti” di questa particolare graduatoria. Se lo stesso giugno di quest’anno si fosse verificato nel 2001, ad esempio, sarebbe stato il più caldo dal dopoguerra, a dimostrazione di quanto siano cambiate le caratteristiche termiche dei mesi nell’ultimo ventennio".

Per quanto riguarda le precipitazioni abbiamo visto fenomeni intensi sul finire del mese…
"Abbiamo avuto diverse giornate temporalesche con accumuli di pioggia talora molto elevati, ma in forma estremamente locale (ad esempio i 60.80 millimetri del temporale del 26 giugno a Forlì), tanto è vero che se andiamo ad analizzare il campo delle precipitazioni sull’intera Romagna, esse sono risultate inferiori alla norma (1981-2010) in ragione del -30% circa, ovvero un terzo in meno delle normali piogge attese in questo mese. L’anomalia negativa è dipesa principalmente dalle scarse precipitazioni occorse in pianura e sulla costa (salvo le già citate eccezioni molto localizzate) con il riminese e il ravennate particolarmente penalizzati (anomalie fino al -60/-70%). Meglio è andata sui rilievi, specie quelli al confine con l’Emilia, laddove le piogge cumulate sono risultate in linea o anche di poco superiori alla norma".

Questi nubifragi sono lo specchio del cambiamento climatico. Cosa possiamo fare per difenderci o comunque non farci cogliere impreparati?
"L'aumento delle temperature globali porta a una maggiore evaporazione dell'acqua, a una velocizzazione del ciclo dell’acqua e a un'atmosfera che può trattenere più umidità sotto forma di vapore acqueo (7% in più per ogni grado di aumento termico), risultando in piogge mediamente più intense. Ci sono diverse strategie che si potrebbero adottare: sistemi di drenaggio più efficienti; adattamento della rete scolante a un “modo” di piovere che è cambiato e che peggiorerà in futuro; creare spazi verdi e aree di assorbimento naturale come parchi, giardini e tetti verdi per aiutare a ridurre il deflusso delle acque piovane (le cosiddette “città spugna”); implementare e migliorare i sistemi di allerta precoce per nubifragi e inondazioni; formare i cittadini su come rispondere in caso di emergenze meteorologiche, su come interpretare correttamente le allerte e su come comportarsi per non assumere comportamenti a rischio".

Cosa ci dobbiamo aspettare da questo luglio?
"I segnali sul mese da poco iniziato, che risultano dai modelli sub stagionali e stagionali, mostrano un’alta probabilità di intense onde di calore sulle regioni centrali e soprattutto meridionali della Penisola, mentre il Nord rimarrebbe un po’ ai margini pur presentando anomalie termiche positive. Ciò dipenderebbe da una maggiore insistenza e permanenza dei promontori anticiclonici sub-tropicali che avrebbero l’asse più spesso orientato dal Nord Africa al Mediterraneo centro-orientale e alla penisola balcanica, sfiorando solo le nostre regioni settentrionali. Contestualmente, si avrebbe anche una moderata instabilità sulle medesime zone (Nord) poiché in genere meno protette dalle alte pressioni, e quindi con la possibilità di intervalli instabili e temporaleschi. Questo tipo di segnale appare più confidente sulle aree a Nord del Po, ma anche la Romagna potrebbe risentirne in forma marginale. Come sempre in questi casi, si tratta di segnali di massima e quindi sempre affetti da incertezza della quale occorre sempre tenere conto".

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