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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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Vette senza neve, sarà un Natale anomalo con l'anticiclone africano: "Gli inverni 'old style' stanno diventando una rarità"

L'INTERVISTA - Sarà un Natale senza neve, "anche perché qualora ci fosse qualche sporadica precipitazione, avremo il livello dello zero termico a quote altissime (fino a 3500 metri)"

La Dama Bianca non si vedrà nemmeno sui rilievi. Anzi, farà più caldo sul crinale, con temperature al di sopra della norma, rispetto alla pianura. Sarà un Natale dettato dall'anticiclone sub-tropicale. "L'alta pressione - entra nel dettaglio Pierluigi Randi, , tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti) - si estenderà in quota dal nord Africa all’arco alpino attraverso un ampio promontorio, apportando elevata stabilità per Natale e respingendo sul nord Europa il percorso delle perturbazioni atlantiche che fino alla scorsa settimana riuscivano a penetrare sul bacino del Mediterraneo".

Tuttavia, puntualizza Randi, "non sempre in inverno la presenza di alta pressione equivale al manifestarsi di cielo sereno e giornate luminose, in particolare in pianura: spesso l’aria mite e umida nei bassi strati, richiamata dalla circolazione anticiclonica, favorisce la formazione di bassa nuvolosità stratificata o di nebbie alte che possono offuscare il cielo. È quello che potrebbe accadere il 25, con cielo un po’ grigio o a tratti nebbioso principalmente sulle pianure e sulla costa, anche se saranno sempre possibili temporanee schiarite".

Insomma, "sarà un Natale senza neve, anche perché qualora ci fosse qualche sporadica precipitazione, avremo il livello dello zero termico a quote altissime (fino a 3500 metri), con temperature molto miti, specialmente in quota. Non avremo però il pericolo di gelate: le temperature minime sotto attese al di sopra dello zero, sia in pianura che sui rilievi".

Anche Santo Stefano non vedrà particolari variazioni…
Sostanzialmente sarà una giornata quasi fotocopia del giorno di Natale, con cielo sporcato da bassa nuvolosità stratiforme o nebbie, interrotte da brevi schiarite, e temperature sempre molto miti, particolarmente in quota ma anche sulle zone pianeggianti; assenza di rischio gelate.

In questo ponte festivo non si farà sentire nemmeno il freddo…
Infatti, un’altra caratteristica delle condizioni meteorologiche del periodo natalizio sarà il verificarsi di temperature notevolmente superiori alla norma, sia nei valori massimi che in quelli minimi, anche fino a 6/7°C in più, particolarmente sui rilievi, sia il giorno 25 che il 26.

Quali sono le prime proiezioni per Capodanno?
In questo caso l’incertezza è decisamente superiore, ma il segnale che si può cogliere attualmente mostra una maggiore probabilità che la situazione cambi poco, con le alte pressioni sub-tropicali ancora dominanti, perturbazioni atlantiche in transito solo sul nord Europa, precipitazioni molto scarse o assenti, e temperature sensibilmente superiori alla norma, anche se potrebbero leggermente diminuire nei valori minimi, quantomeno nelle aree pianeggianti e costiere. Si tratta comunque di un segnale che andrà confermato nei prossimi giorni.

In una precedente intervista ci aveva annunciato che l'inizio di dicembre sarebbe stato dinamico. E così è stato.…
Sostanzialmente sì, c’era una discreta probabilità di un inizio inverno meteorologico assai dinamico e nella prima metà del mese abbiamo avuto il continente europeo diviso in due: assai freddo sul centro-nord; mite ma piovoso al sud e area mediterranea. Il tutto a causa dell’isolamento di cellule di alta pressione a latitudini polari/artiche, tuttavia il freddo non è riuscito a superare le Alpi se non in forma marginale e breve tra i giorni 12 e 14 e la nostra Penisola è stata sotto il tiro delle perturbazioni atlantiche o mediterranee nate proprio dal contrasto tra l’aria molto fredda in discesa dal Polo e quella mite in risalita dal nord Africa, ma siamo sempre rimasti sotto l’alimentazione mite sub-tropicale.

Dopo le nevicate del 13 dicembre, l'aumento delle temperature ha cancellato quel bianco Natale sulle vette, restituendo un'immagine decisamente autunnale. Quando potrà tornare la Dama Bianca?
Per il momento i segnali non sono molto incoraggianti: sembra che le condizioni idonee per l’arrivo di nevicate di qualche rilievo difficilmente potranno manifestarsi da qui alla fine dell’anno, con poche occasioni per precipitazioni e, nel caso, con il livello dello zero termico che si manterrebbe elevato. Per cui, per tornare alla domanda, al momento attuale non è possibile sapere se e quando attiverà la neve; diciamo che per almeno 6-8 giorni sarà quasi impossibile.

Come linea di tendenza, cosa possiamo aspettarci per il mese di gennaio?
Gli scenari indicati dai modelli sub-stagionali mostrano un maggiore probabilità di temperature superiori alla norma ma essenzialmente nella prima parte del mese e principalmente al centro-sud, meno al nord della Penisola. Le anomalie termiche positive non sarebbero però estreme come accaduto di frequente negli ultimi anni. Sul fronte delle precipitazioni, esse potrebbero essere inferiori alla norma nella prima parte del mese per poi aumentare successivamente, portando quindi a un mese con piovosità vicina alla norma. Naturalmente si tratta sempre e solo di scenari di massima, quindi prendiamoli con estrema cautela.

Rispetto agli anni precedenti, l'inverno potrà recitare la propria parte anche in versione "old style"?
Al momento attuale sembra un’eventualità remota, anche se la stagione è lunga e appena cominciata. Probabilmente ci aspetta una fase, di durata ancora difficile da pronosticare, piuttosto “monotona” e senza particolari eventi. Forse qualche possibilità in più si può attribuire in una fase successiva, ma dobbiamo tenere conto che, in tempi di riscaldamento globale, gli inverni “old style” stanno diventando una rarità, e quindi sempre meno probabili.

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