Piove sempre meno, il 2020 sarà tra i più secchi dal Dopoguerra. E l'inverno sarà mite e avaro di piogge

"Su gennaio e febbraio il segnale più confidente riguarda una pressione più bassa del normale sul nord Atlantico e nord Europa, e più alta del normale sull’Europa meridionale", spiega l'esperto

Scarseggiano le piogge e il volume della diga di Ridracoli continua a diminuire giorno dopo giorno, di poco superiore agli 11 milioni di metri cubi. Lunedì il transito di una veloce onda depressionaria determinerà condizioni di tempo instabile, con precipitazioni sparse sul territorio. Successivamente il rapido aumento del campo di alta pressione riporterà condizioni di tempo stabile. Sul lungo termine non si prospettano eventi di precipitazione particolarmente significativi: una vasta area anticiclonica dominerà sul'Europa occidentale, impedendo quindi l'ingresso di perturbazioni atlantiche nell'area mediterranea.

Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di Emilia Romagna Meteo e vicepresidente dell'associazione Ampro, l'emergenza sanitaria da covid-19 sta mettendo in secondo piano una situazione alquanto preoccupante: l'assenza di piogge.
In effetti la pandemia ha fatto passare in secondo piano, giustamente visti gli effetti, altre criticità che riguardano anche l’ambito meteorologico. L’anno 2020, infatti, si appresta a diventare uno dei più secchi dal dopoguerra, nonostante in ottobre si sia manifestata una temporanea ripresa delle piogge, prontamente scomparse in questa prima metà di novembre (che dovrebbe essere il mese più piovoso dell’anno). Nello scorso mese la piovosità media in Romagna è stata dell’8% superiore alla norma (1971-2000), ma ci trasciniamo una situazione estremamente deficitaria da inizio anno.

Cioè?
Basti pensare che nel periodo gennaio-maggio le precipitazioni sono state del 40% inferiori alla norma, con punte locali fino a 60/70%. Infatti, lo stesso periodo risulta essere il meno piovoso dal 1950, con condizioni di siccità agricola da grave a molto grave sulla quasi totalità del territorio; peraltro, il 2020 si aggiunge ai recenti 2017, 2012, 2007 e 2003 tutti caratterizzati da forte siccità, specie nel periodo primaverile estivo. L’estate 2020 è stata piuttosto instabile, ma con fenomeni temporaleschi concentrati essenzialmente sulla parte settentrionale della regione, mentre altrove le precipitazioni sono rimaste scarse, contribuendo a una media regionale del -16% di precipitazioni estive. Proprio nel periodo estivo le piogge, nel periodo 2000-2020, sono diminuite di circa il 25% rispetto al trentennio 1971-2000, dato alquanto preoccupante. Distinguendo per stagioni, abbiamo le seguenti anomalie percentuali: inverno -32%; primavera -60%; estate -16%; autunno (fino a metà novembre) -35%; si tratta di valori che parlano da soli.

Nel 2019 novembre fu un mese piuttosto piovoso e si arrivò così ad un'anticipata tracimazione della diga di Ridracoli, a pochi giorni dal Natale. C'è all'orizzonte un cambio di rotta?
Per il momento direi di no, quantomeno in merito alle vere piogge tipiche del mese di novembre; certamente nella prossima settimana sembra potersi manifestare un periodo leggermente più instabile con qualche veloce passaggio perturbato, ma con precipitazioni ancora discontinue e irregolarmente distribuite.

Sotto il profilo termico, è l'ennesimo autunno al di sopra delle medie. Qualche dato?
In questo autunno le temperature sono state decisamente sopra la media attesa in settembre (+1,1°C) e nella prima metà di novembre (+2°C circa), mentre il solo ottobre è stato appena più freddo rispetto ai riferimenti climatici (-0,2°C); nel complesso emerge ancora una stagione assai calda (+1°C circa). L’ultimo autunno relativamente freddo risale ormai a 10 anni fa (2010), mentre dal 2011 sono stati tutti caldi o molto caldi. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole, e il trend diretto a un sempre maggiore riscaldamento appare inesorabile. Ricordiamo che l’emergenza Sars-Cov2 finirà, e probabilmente accadrà a breve (ordine dei mesi), ma quella climatica è appena cominciata e si manifesterà per periodi molto lunghi, recando danni incalcolabili (vedere figura). Qualcosa è stato fatto, ma urgono provvedimenti più incisivi.

Scenari attesi per l'inverno?
Per ciò che possono valere, i modelli mostrano uno scenario medio caratterizzato da un dicembre con temperature vicine alla norma e piuttosto instabile, mentre su gennaio e febbraio il segnale più confidente riguarda una prevalenza di regime NAO+, ovvero con pressione più bassa del normale sul nord Atlantico e nord Europa, e più alta del normale sull’Europa meridionale e area mediterranea. Ciò comporterebbe il predominio di alte pressioni con temperature miti e scarse precipitazioni, con livello di confidenza più alto per il mese di gennaio. Ma come sempre sottolineo si tratta di scenari medi mensili o stagionali, il che non esclude il verificarsi di eventi di segno opposto; inoltre l’incertezza è sempre elevata, quindi sono indicazioni da prendere con la massima cautela.

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