L'estate 2019 tra le cinque più calde dal 1950: l'analisi dell'esperto meteo

A tracciare il bilancio è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di Emilia Romagna Meteo e vicepresidente dell'associazione Ampro

Col primo giorno di settembre è iniziato l'autunno meteorologico, che si lascia alle spalle una delle cinque estati più calde dal Dopoguerra. A tracciare il bilancio è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di Emilia Romagna Meteo e vicepresidente dell'associazione Ampro. "Ha chiuso con una anomalia termica di temperatura media di ben +2,1°C sulla norma climatologica di periodo 1971-2000, collocandosi al quinto posto nella graduatoria delle più calde dal 1950", esordisce Randi.

E' significativo, rimarca l'esperto, che "in questa classifica i primi sei posti sono occupati da estati del nuovo millennio, ed eccetto quella del 2003, sono tutte molto vicine a livello di anomalie termiche (sopra i 2°C che su base trimestrale è uno sproposito). L’ultima estate appena, ma proprio appena, fresca risale al lontano 2005 (14 anni fa). Dal 2003 in poi anomalie termiche positive tra l’osceno ed il traumatico, eccetto nel 2014".

Caratteristica dell'estate meteorologica 2019 è stata l'afa, con alti tassi di umidità. Le ondate di calore sono state cinque, la più intensa delle quali a fine giugno. A contenere l'anomalia termica a fase fresca di luglio: "Essendo stata anche abbastanza piovosa e con giornate nuvolose ha contenuto la temperature massime; che si sono raggruppate in 2-3 decimi di grado". Inoltre, tiene a puntualizzare Randi, "abbiamo anche avuto pochissimi episodi di Fohn appenninico a scapito di maggiore umidità nei bassi strati".

Focus sulla libera atmosfera, al classico livello standard di 850 hPa (circa 1500 m di quota): "In base ai radiosondaggi notturni effettuati a San Pietro Capofiume (Bologna) l’estate 2019 diventa la terza più calda dal 1989, a pari merito con quella del 2017, e dietro solo a quelle del 2003 e del 2012. Il valore medio trimestrale è risultato di 16,7°C. L’estate “più fresca” del decennio iniziato nel 2011, ovvero quella del 2014 con un valore medio di 13,8°C, si potrebbe tranquillamente collocare tra quelle “normali” degli anni ‘90, vale a dire non poi moltissimo tempo fa (climatologicamente parlando). Invertendo il concetto potremmo affermare che le caldissime estati 1994 e 1998 (per quel periodo), con valori medi rispettivamente di 15,8 e 15,4°C, nella fase attuale sarebbero “tiepide” o se vogliamo “leggermente” calde".

Non sono mancati i temporali, anche di forte intensità, innescati dall'accumulo di calore. Ma il bilancio pluviometrico è negativo: "E' stata un'estate poco piovosa, con un deficit climatologico su base regionale (Romagna) del 29% che conferma il drastico calo della piovosità estiva consolidatosi anch'esso nel nuovo millennio". Insomma, dal 2003 si deve fare i conti con "estati sempre più calde e meno piovose, ovvero quel segnale che i tanto vituperati modelli di clima lanciavano da tempo e sul quale continuano a calcare la mano".

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