Meteo

Dal Sahara al Mediterraneo, la polvere desertica tornerà ad offuscare il cielo: le cause del fenomeno

A chiarire il fenomeno è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti)

L'instabilità atmosferica che ha dominato tra lunedì e mercoledì ha lasciato spazio al ritorno del bel tempo, con temperature in aumento. Ma l'anticiclone nordafricano nelle prossime ore tornerà anche il pulviscolo atmosferico, che renderà giallastro il cielo. Ma rispetto a quanto accaduto la scorsa settimana, tiene a tranquillizzare Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), "avrà una durata inferiore, con picco probabilmente nella serata di sabato". 

Il pulviscolo atmosferico, chiarisce Randi in un post su Facebook, giungerà dal Sahara. "Servono venti piuttosto forti, in genere superiori ai 50/60 chilometri orari, su vaste aree desertiche sabbiose per attivare il sollevamento della polvere - dettaglia -. Naturalmente serve un meccanismo che attivi questi venti, in prevalenza depressioni sulla zona iberica o anche più a sud; e alte pressioni-promontori anticiclonici sub-tropicali più a est. Le correnti sollevano ingenti quantità di polvere e pulviscolo desertico, creando delle vere e proprie nubi, portate verso la media-alta troposfera da correnti ascensionali che favoriscono uno spostamento su grandi distanze, tanto maggiore quanto superiore sarà il gradiente barico tra alte e basse pressioni".

"Anche l’orografia può incentivare i moti verticali, come a esempio l’impatto con i rilievi dell’Atlante - continua Randi -. Una volta sollevate queste polveri possono percorrere enormi distanze, fino a raggiungere l’area del Mediterraneo e l’Europa, sporcando e offuscando il nostro cielo". Quanto alla deposizione al suolo di questo pulviscolo, può avvenire tramite  “deposizione umida” e “deposizione secca”. "Nella “deposizione umida” serve una precipitazione - chiarisce l'esperto -:  la goccia di pioggia intercetta le polveri presenti in sospensione, depositandole al suolo. Ma non solo, è la goccia stessa che nasce “costruendosi” su queste impurità le quali fungono da nuclei di condensazione. Nella “deposizione secca” la polvere si accumula sul terreno per sedimentazione, lasciando piccoli accumuli".

Un'altra precisazione: il pulviscolo non è sabbia. "Per “sabbia” intendiamo particelle di grandezza tra i 60 micrometri e i 2 millimetri, mentre quel pulviscolo che sporca il cielo è formato da particelle molto più piccole (siamo su ordini di grandezza dei pm10) - puntualizza Randi -. Si spazia nfatti tra gli 0.1 e i 50 micrometri, per cui sarebbe meglio definirla “polvere”. Nasce però da sorgenti sabbiose costituendone la parte più "leggera" e "volatile". All'interno inoltre ci sono dentro tre elementi principali, i quali sono silicio, alluminio e ferro, motivo della colorazione rossastra. Siamo infatti in presenza di ossidi di ferro, in particolare ematite e magnetite, ma anche goethite e maghemite). Tutte le sabbie da cui trae origine quel pulviscolo contengono percentuali più o meno significative di minerali come la magnetite, la quale è composta per circa tre quarti di ferro e inevitabilmente risponde a campi magnetici esterni, come ad esempio quello di una calamita".  Possono inoltre esserci elementi come magnesio, sodio, calcio, fosforo, potassio e zolfo.

Il weekend si annuncia comunque stabile, con temperature massime fino a 33°C. L'inizio della prossima settimana, informa l'Arpae, "sarà caratterizzato da condizioni di variabilità con rovesci sparsi tra lunedì e martedì che diverranno diffusi nella giornata di mercoledì. Le temperature subiranno una graduale diminuzione nella prima parte della settimana, ma torneranno ad aumentare da giovedì".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dal Sahara al Mediterraneo, la polvere desertica tornerà ad offuscare il cielo: le cause del fenomeno
ForlìToday è in caricamento