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Maggio infuocato, estate rovente? L'esperto: "Nessuna correlazione, ma sarà calda oltre la norma"

L'INTERVISTA - Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), spiega l'attuale ondata di caldo e cosa dobbiamo attenderci

Dal 10 maggio il termometro urbano di Forlì segna costantemente una temperatura massima superiore ai 25°C, con il picco toccato il giorno 16, quando la colonnina di mercurio ha superato la soglia dei 30°C, toccando una punta di 31,4°C. Ma chi è il responsabile di questo anticipo d'estate? Un promontorio di alta pressione di origine sub-tropicale che in quota si è portato dall’Algeria all’Italia attraverso Spagna e Francia provocando un’invasione di aria molto calda.

Ed è facile incontrare per strada gente che esclama: "Se fa già caldo così a maggio, chissà come sarà in estate". Ma, spiega Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), "non esiste una correlazione statistica tra la situazione meteorologica attuale e quello che accadrà tra qualche settimana o addirittura qualche mese. Storicamente, a mesi di maggio particolarmente caldi sono seguite estati fresche o molto calde e viceversa".

Qualche esempio?
Mesi di maggio 1999-2000-2005 molto caldi, seguiti da estati termicamente nella norma o quasi fresche. Mesi di maggio 2003-2007-2009-2011 molto caldi seguiti da estati altrettanto calde. E abbiamo considerato solo un periodo recente. Insomma, non è possibile sapere che cosa accadrà nella prossima estate, quantomeno considerando solo quello che sta accadendo attualmente.

Dire che è una fase anomala è giusto?
Sicuramente, anche se non si può definire estrema come quella, ad esempio, del maggio 2009 quando, a più riprese, le temperature massime superarono i 35°C toccando in qualche caso i 37°C in molte aree della Romagna interna. In ogni caso, le anomalie di temperatura massima, che nei giorni scorsi hanno toccato i +6/+7°C sono da considerarsi certamente non usuali per il periodo.

Qual è la causa?
Il regime di circolazione che sta dominando in questi giorni, salvo una breve pausa negli ultimi 2, è tipicamente estivo, con un forte promontorio anticiclonico di origine sub-tropicale che in quota si è portato dall’Algeria all’Italia attraverso Spagna e Francia provocando un’invasione di aria molto calda per il periodo, sia per l’origine nord-africana, sia per il fatto che nelle aree anticicloniche l’aria si muove avvitandosi in senso orario dalle quote superiori ai bassi strati; ciò provoca un ulteriore riscaldamento della massa d’aria per compressione adiabatica da subsidenza. In pratica l’aria già molto calda in origine, subisce un ulteriore riscaldamento provocato dai moti anticiclonici.

In passato ci sono state ondate anomale di caldo di questa portata a maggio?
Certamente, anche se negli ultimi 20 anni esse sono diventate sempre più frequenti e di maggiore durata. Una, davvero severa, si ebbe, come già anticipato, nel 2009, ma altre, piuttosto intense, si ebbero nel 2001, 2005, 2007, 2012, 2017 e anche nel 2020. Dunque, queste fasi praticamente estive in maggio non sono una novità, ma è certo che in passato erano meno frequenti, specie prima del nuovo millennio.

Quanto durerà? Picchi di temperature?
Ne avremo almeno fino al giorno 24 circa, con probabile culmine tra i giorni 21 e 23 quando i valori massimi potranno portarsi fino a 32/33°C sulla Romagna interna, con qualche picco locale che potrebbe toccare i 34°C, specie qualora dovessero attivarsi venti da sud-ovest (fohn appenninico) nella fascia pedecollinare. Leggermente meno caldo sulla costa dove non si dovrebbero superare i 28°C per effetto della brezza di mare

E poi cosa accadrà?
Successivamente appare probabile un ritiro verso sud del promontorio sub-tropicale per l’azione di una saccatura in quota, colma di aria più fredda, proveniente dal nord Atlantico e diretta verso il Mediterraneo centrale, la quale porterebbe un impulso instabile o a tratti perturbato sul centro-nord Italia e quindi anche sulla nostra regione. L’evoluzione è però ancora incerta, almeno per quanto concerne l’esatta traiettoria della circolazione fresca nord-atlantica, quindi, in merito ai fenomeni, non è ancora possibile indicare quanto potranno essere estesi o intensi e se interesseranno da vicino il nostro territorio. Maggiore confidenza si nota sul calo delle temperature, che dovrebbero rientrare quasi nella normalità del periodo.

Per pochi centimetri la diga di Ridracoli ha mancato la tracimazione. Ci saranno occasioni di piogge negli ultimi giorni del mese?
Nella terza decade del mese sembra ci possano essere alcune occasioni per fasi instabili, magari non particolarmente intense o durature, ma almeno in grado di riportare precipitazioni sul nostro territorio, dove mancano dal 6 maggio. Chiaramente, ormai ci avviciniamo a grandi passi alla stagione estiva, che per sua natura è caratterizzata da precipitazioni quasi sempre temporalesche, quindi non ben distribuite sia nello spazio che nel tempo, per cui è difficile aspettarsi precipitazioni “democratiche” su tutta la regione, come quelle occorse tra aprile e inizio maggio. Ma è un rischio che dobbiamo correre data la situazione certamente non rosea.

Cosa possiamo aspettarci dall'estate in arrivo?
Gli scenari probabilistici mostrano una maggiore confidenza circa una stagione più calda della norma, con anomalie termiche che in diversi modelli stagionali risultano piuttosto sensibili. Insomma, le prospettive sembrano convergere verso un trimestre estivo tipico delle recenti estati più calde, anche se si tratta di scenari “spalmati” su un trimestre, quindi non significa che per 90 giorni avremmo una canicola ininterrotta, ma elevata frequenza di onde di calore, spesso piuttosto intense.

Bisogna mettere in conto anche la possibilità di fenomeni estremi come già avvenuto negli ultimi anni?
Il cambiamento climatico sta variando la statistica degli eventi estremi, i quali stanno diventando più frequenti, e i dati sono lì a dimostrarlo. Anche le onde di calore sono eventi estremi, e sembra elevata la probabilità che esse aumentino in frequenza, intensità e durata. Ma anche gli eventi di precipitazione, specie quelle temporalesche, stanno virando verso una loro estremizzazione, causata da un eccesso di calore negli strati atmosferici medio-bassi. Ricordiamo che per ogni grado di aumento di temperatura, l’atmosfera è in grado di trattenere il 7% di acqua in più sotto forma di vapore acqueo. Quel surplus di “energia” (calore più acqua precipitabile) viene poi messo a disposizione dei sistemi temporaleschi che, una volta innescati, possono contare su “più acqua” da far precipitare verso il suolo. Probabilmente ne avremo anche nei prossimi mesi, anche se non è dato sapere dove e quando. Peraltro, anche determinati episodi di siccità possono essere classificati come eventi estremi, e uno di questi è tutt’ora in corso nonostante qualche recente pausa.

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