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Solidarietà al “Il pane e le rose”

"La chiusura anticipata all’8 aprile della sede de Il Pane e Le Rose in via dei Filergiti a Forlì a causa della denuncia sporta da uno dei vicini per disturbo della quiete pubblica ci tocca molto da vicino"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"La chiusura anticipata all’8 aprile della sede de Il Pane e Le Rose in via dei Filergiti a Forlì a causa della denuncia sporta da uno dei vicini per disturbo della quiete pubblica ci tocca molto da vicino. Il Pane e le Rose è un gruppo di promozione culturale che da alcune settimane a questa parte ha portato una ventata di aria fresca nella vita studentesca (e non solo) a Forlì. Crediamo che il problema denunciato non sussista minimamente in quanto tutte le attività si sono sempre svolte nel massimo rispetto degli spazi e del vicinato: è necessario che le autorità si espongano, se non per garantire lo stesso domicilio a questo gruppo, per proporre soluzioni alternative che permettano di continuare il lavoro iniziato. Il calendario proposto in questi mesi è stato sempre molto concentrato: oltre al fatto che i locali fossero a disposizione come aula studio, quasi tutti i giorni si sono tenuti uno o due incontri ufficiali.

Le proposte sono state tra le più svariate: concerti di gruppi o artisti locali, approfondimenti con Libera, conferenze con docenti universitari; i temi altrettanto nutriti: il conflitto arabo-israeliano, la discriminazione LGBTQI, lezioni di ginnastica posturale, lezioni di inglese, lo sfruttamento dei migranti, mostre fotografiche, presentazione di libri, dibattiti sull’Ucraina, pomeriggi di baratto. Soprattutto in una città universitaria come Forlì è impensabile che un luogo che cerca di costruire un’offerta culturale alternativa che sia il più ampia possibile, rappresenti un problema o per lo meno, non sia abbastanza importante perché venga invertita l’attuale tendenza.

Crediamo che la cultura, i saperi, gli incontri partecipati e organizzati collettivamente, gli spazi di condivisione e di scambio siano in grado di coagulare la vita della città in una rete di relazioni sociali che rompano i meccanismi dell’individualismo. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i ragazzi e tutte le ragazze che hanno dato vita a questi mesi di attività e a tutti coloro che hanno partecipato nella speranza di veder nascere una nuova possibilità di crescita intellettuale per Forlì. Con tutti coloro che credono nell’importanza della condivisione e della conquista di spazi collettivi che siano di tutti e per tutti continueremo a lavorare perché la cultura non venga mai incatenata o limitata".

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