Altri profughi in arrivo nel Forlivese: la città ne ospiterà 44. 14 sono minori

Nella delibera si parla di un tetto massimo di 250 mila euro, ma, afferma l'esponente del centrodestra, "se ne spenderanno molti di più se la matematica non è un'opinione, 35 euro al giorno per 150 profughi per almeno sei mesi, sono circa 950 mila euro"

Prefettura e Unione dei Comuni della Romagna Forlivese martedì scorso hanno firmato un accordo per regolare il flusso di profughi in attesa di asilo. Ne arriveranno complessivamente altri 150 distribuiti tra i comuni della vallata (Santa Sofia18, Galeata 17, Portico 32, Civitella 9) Premilcuore 8, Predappio 20, Forlì 30 più 14 minori. L'assessore Mosconi sottolinea che il denaro arriva dallo Stato e non dalla fiscalità locale,

Ma per la consigliera Paola Casara, capogruppo di Noi Forlivesi, si tratta di un "affermazione poco rilevante a mio avviso visto che lo Stato siamo sempre noi”. Nella delibera si parla di un tetto massimo di 250 mila euro, ma, afferma l'esponente del centrodestra, "se ne spenderanno molti di più se la matematica non è un'opinione, 35 euro al giorno per 150 profughi per almeno sei mesi, sono circa 950 mila euro. Quindi il restante chi dovrà metterlo?".

"Inoltre affidare la gestione dei profughi alle associazioni piuttosto che ai privati, se in parte garantisce un maggior controllo a derive speculative, dall'altra toglie risorse a categorie di persone del nostro territorio che oggi grazie alle associazioni riescono ad avere aiuti - continua Casara -. Forse ne beneficeranno alcune Asp, soprattutto delle vallate, che oggi faticano a sopravvivere? Queste sono alcune domande -alle quali mi piacerebbe avere risposta e che formulerò al sindaco di Forlì e all'assessore Mosconi nel prossimo consiglio".

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L'esponente di Noi Forlivesi annuncia che chiederà "anche perché non sia stata presa in considerazione la mia proposta già avanzata da qualche mese di utilizzare i giovani profughi gratuitamente per lavori socialmente utili alla comunità, al fine di non lasciare inattive per mesi queste persone e dar loro modo di essere riconoscenti verso le comunità ospitanti".

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