Forlì e Co. e Pd critici, arriva il richiamo al presidente del consiglio comunale

“La normativa statale configura il presidente del consiglio di comuni e province come un soggetto che deve operare in una posizione di imparzialità rispetto all’indirizzo politico amministrativo del sindaco"

Arriva una mozione di richiamo nei confronti del Presidente del Consiglio comunale di Forlì a firma dei Gruppi consiliari di Forlì e Co. e del Partito Democratico.

"Richiamate le parole con cui il 2 giugno di quest’anno dal Presidente Mattarella ha invitato “a riflettere tutti su cosa è, su cosa vuole essere la Repubblica oggi” e ha sottolineato, in particolare, come “questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale … circa il dovere di essere all’altezza del bisogno di fiducia” e come tanto più a loro siano richiesti “rispetto, serietà, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni”.

"Considerato che: l’art. 49 del Regolamento del Consiglio comunale di Forlì delinea compiti e poteri del Presidente del Consiglio stesso, stabilendo che “nell’esercizio delle sue funzioni il presidente si ispira a criteri di imparzialità”;  il ruolo “super partes” e la funzione di garanzia del Presidente del Consiglio Comunale sono unanimemente riconosciuti dall’elaborazione dottrinale, di cui si riportano, a titolo esemplificativo, alcune citazioni testuali: “il Presidente per la funzione di garanzia dello svolgimento delle attività del Consiglio non può quindi ritenersi legato ad un rapporto fiduciario con la maggioranza consiliare, non essendo portatore di un mandato rappresentativo con tale maggioranza”.

“La normativa statale configura il presidente del consiglio di comuni e province come un soggetto che deve operare in una posizione di imparzialità rispetto all’indirizzo politico amministrativo del sindaco e della maggioranza perché il suo compito istituzionale è di assicurare il corretto funzionamento dell’assemblea a garanzia dell’interesse pubblico e di tutti i consiglieri”; egli è “un garante del fair play nell'ambito della naturale contrapposizione dialettica maggioranza-opposizione”; in definitiva, “la legge affida al presidente del consiglio delle competenze « arbitrali »”, “essendo il presidente del consiglio l'arbitro e non un protagonista della lotta politica”.

"Rilevato al riguardo che la Presidente deI Consiglio comunale di Forlì nel suo primo anno di mandato ha oggettivamente derogato dal suo ruolo “neutrale” e di “garante delle regole”, sancito dal Regolamento consiliare e dalla normativa statale, sia in generale non ispirando la conduzione del dibattito consiliare al fair play richiesto alla carica che riveste, sia contravvenendo espressamente all’obbligo di imparzialità e/o a precise disposizioni normative, come dimostrano inequivocabilmente i seguenti episodi: nella seduta di consiglio comunale del 6 aprile 2020, in occasione della discussione dell’argomento n. 20 (“Recesso del Comune di Forlì dall’Unione dei Comuni della Romagna forlivese”) è intervenuta nel dibattito, espressamente dichiarando di non essere solo un “notaio” ed esponendo la posizione del Partito Repubblicano, peraltro attualmente non rappresentato in Consiglio Comunale".

"La scorsa seduta del consiglio comunale del 15 giugno 2020 è stata chiusa d’imperio dalla Presidente benché l’ordine del giorno non fosse esaurito e ci fossero ancora 4 argomenti (altrettante mozioni) da discutere: e ciò senza dare alcuna spiegazione verbale ai consiglieri né sentire la conferenza dei capigruppo circa la programmazione dei lavori del consiglio, come previsto dalla lettera d) del citato art. 49 del Regolamento del Consiglio comunale.

"Il Consiglio comunale di Forlì richiama la Presidente del Consiglio comunale per essere incorsa, in riferimento alle circostanze indicate in premessa, nelle violazioni dei propri compiti istituzionali e delle disposizioni legislative e regolamentari di cui all’art. 39 del TUEL e all’art. 49 del vigente Regolamento del Consiglio comunale. Sollecita fermamente la Presidente del Consiglio comunale ad astenersi, per il futuro, dall’incorrere in simili violazioni e a rispettare, nella preparazione e nella conduzione dei lavori del consiglio, quella funzione neutrale e arbitrale di garanzia e di Autorità rappresentativa dell’intero consiglio in cui consiste la carica a cui è stata eletta un anno fa con voto unanime dei consiglieri partecipanti alla votazione".

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