Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

8 marzo, il centrosinistra forlivese unito a sostegno dei diritti per la parità di genere

"Promuovere la condivisione del lavoro quotidiano di cura familiare, liberando le donne dalla disparità di questo carico a loro svantaggio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Oggi è l’8 marzo e si celebra il lungo percorso che ha rivendicato e costruito la parità dei diritti delle donne, per liberarle dai ruoli subordinati e dai vincoli alla piena espressione di sé, connaturati ad una struttura sociale e culturale che ne affidava le sorti a mariti, padri, fratelli, in molti paesi questo controllo sociale è tuttora reale, quando non addirittura avallato dalla legge.  Anche in Italia la parità giuridica deve ancora tramutarsi in parità sociale e culturale, obiettivo che rende prioritarie per la nostra agenda politica la progettazione di azioni tese ad annullare le differenze di retribuzione tra uomini e donne e le differenze nell’accesso alle posizioni professionali a maggiore remunerazione. Non lo diciamo “noi”, lo dicono i dati e lo dicono gli effetti della crisi economica dovuta al Covid-19: le donne sono tra le vittime principali di disoccupazione e paura per il futuro ed è quanto mai evidente che il nostro sistema di welfare e di tutele debba acquisire come proprio l’approccio mainstream rispetto alle politiche di genere.

Promuovere la condivisione del lavoro quotidiano di cura familiare, liberando le donne dalla disparità di questo carico a loro svantaggio, realizzare effettive politiche attivi per il lavoro femminile e sostenere politiche educative e sociali che attacchino gli stereotipi sui ruoli di genere, oggi più che mai sono priorità su cui convergere, per contrastare e prevenire la violenza di genere e garantire una piena e completa libertà delle donne. Quella libertà che hanno guadagnato un passo alla volta in più di un secolo, la libertà di pensare, di studiare, di amare, di votare, di lavorare, la libertà di esistere come soggetti autonomi e autodeterminati.

La pienezza di quelle conquiste, per essere esercitata, necessita del diritto di scegliere e per questo motivo la legge 194 rappresenta l’esito di una lunga storia di battaglie per riconoscere il diritto di scelta delle donne, anche di fronte alla decisione di essere madri. Tutte le forze di centrosinistra si riconoscono nell’impianto culturale e giuridico sancito dalla 194, una legge che rappresenta un punto nodale dell’autodeterminazione femminile e che, a 43 anni dalla sua promulgazione e a 40 dalla conferma referendaria, è ancora costantemente sotto attacco, come nel recente caso di una campagna nazionale che raffigurava l’aborto farmacologico come un veleno e che per questo è stata rimossa in numerose città. Consideriamo quella campagna disinformativa verso gli effetti del farmaco e diffamatoria nei confronti dei protocolli istituzionali che l’hanno approvato e verso il ministero della salute che ne ha recentemente agevolato l’applicazione.
Per aver espresso le medesime opinioni un’associazione pro-life ha incaricato uno studio legale forlivese di inviare una lettera di diffida e risarcimento danni, in occasione della recente manifestazione in piazza Ordelaffi, ad alcuni esponenti di associazioni forlivesi nonché ad un consigliere comunale, ai quali comunichiamo il nostro sostegno e la nostra piena solidarietà.  La lunga marcia della parità non si è mai lasciata intimidire. Il lavoro da fare è tanto ed è necessario ripartire dalle basi, dalla condivisione dei principi e dei valori istituzionali e culturali di libertà, uguaglianza, laicità, rispetto.  
Buon Otto Marzo.

Articolo Uno Forlì

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