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No ad Hera-Acegas: Verdi, PRC con Balzani, dissensi nel Pd

Il sindaco Roberto Balzani non molla dopo aver denunciato le pressioni in corso affinché Forlì voti a favore della fusione tra Hera e AcegasAps di Padova e Trieste

Il sindaco Roberto Balzani non molla: dopo aver denunciato le pressioni in corso affinché Forlì voti a favore della fusione tra Hera e AcegasAps di Padova e Trieste, per incorporazione, ora chiama a raccolta i cittadini per sostenere la scelta del diniego a tale operazione e e "blindarla" in Consiglio Comunale. In un altro messaggio su Facebook di domenica sera, infatti, il sindaco ha invitato tutti ad essere presenti in Consiglio Comunale.

Lo ha fatto con parole da "chiamata alle armi": "Se mi teneste compagnia in consiglio comunale a Forlì (martedì alle ore 15,30 ndr) , vi sarei molto grato. Nei momenti delicati della vita pubblica, è importante non sentirsi soli". Il tema della solitudine dell'amministratore è ormai un file rouge di Balzani. In una serie di post sulla sua pagina di social network, infatti, per tutto il weekend ha argomentato la difficoltà di mantenere fede alla linea di votare contro l'ingrandimento di Hera verso il Veneto e il Friuli, in quanto la multiutility è ormai lontana dei territori, mentre la governance pubblica della ex municipalizzata è solo una favola".

BALZANI IN COMMISSIONE. Sulla vicenda, che si sta facendo sempre più calda, si è tenuta lunedì mattina una riunione in commissione consigliare, per discutere dell'argomento che sarà trattato martedì dal Consiglio stesso. Balzani era presente e ha così argomentato: "Dal punto di vista strettamente imprenditoriale, l'operazione è perfettamente coerente e importante. Entra capitale fresco, si fanno investimenti, si garantiscono occupazione e investimenti, nonché economie di scala.Hera è uno dei migliori investimenti che ci sono sul mercato. Il nostro problema è che non dobbiamo solo percepire una rendita; siamo anche azionisti e vogliamo guidare la politica della società. È qui che nasce il nostro dissenso, che per noi non è un fulmine a ciel sereno ma il frutto di un percorso che abbiamo fatto da tre anni con questa amministrazione".

E ancora: "La scelta di tenere fuori le Reti e lasciare a Unica, costituirci parte civile in un processi delicato, presentare una legge sul post incenerimento per orientare una politica regionale sul tema di come vadano trattati i rifiuti e come può essere organizzata l'economia del riciclo sul nostro territorio. Un documento per spingere l'azienda verso un sistema economico diverso dai processi che l'avevano governata fino ad allora. Rispetto a quelli che erano i presupposti della nostra politica, questa operazione ci rende più deboli nella relazione con Hera su contrattualistica, impianti, incenerimento. Riteniamo vada dato questo segnale al Patto dei nostri colleghi pubblici, che non esaurisce qui le nostre azioni su Hera. E' importante che un comune importante come Forlí compia una scelta significativa come questa. Non vogliamo fare strumentalizzazione: il voto è tecnico ma riguarda un contesto di azionisti pubblici dove l'elemento finanziario non è l'unico da considerare".

LE REAZIONI.

BARTOLINI (PDL). Sul tema, intanto, iniziano a fioccare le reazioni politiche. Luca Bartolini, consigliere regionale del PdL: "Hera vuol diventare sempre più grande. Facile avere una smania continua d'ingigantirsi quando lo si fa mettendo le mani in tasca ai cittadini, spremendoli attraverso le tariffe e offrendo servizi sempre meno efficienti in una condizione di quasi monopolio". Quindi un attacco al Pd: "Tanto più facile è farlo con i compagni del Pd che dicono sempre di sì".

Per il PdL parla anche Fabrizio Ragni, consigliere comunale: ""Se tale scenario diventasse realtà - spiega Ragni - il controllo pubblico della società e i vincoli che ne derivano sarebbero seriamente a rischio. Ricordiamoci che quando parliamo di pubblico ci riferiamo ai cittadini: i manager che stanno portando avanti questo progetto, che costano alla collettività quasi 2 milioni di euro all'anno, non hanno assolutamente tenuto conto della loro volontà. In questo momento storico non è detto che la logica privatistica presupponga un miglioramento dei servizi"

PD. Sostegno alla decisione di Balzani anche dal suo compagno di partito, Thomas Casadei, consigliere regionale (Pd). Ma nel Pd si levano anche voci dissidenti, la principale delle quali è quella di Tiziano Alessandrini, collega in consiglio regionale di Thomas Casadei. Per Alessandrini, al contrario, "si tratta di una operazione industriale che ha  come obiettivo quello di rendere la società più efficiente e maggiormente in grado di essere competitiva rispetto alle prossime gare, a partire da quelle imminenti relative al servizio di distribuzione gas. La mancanza di competitività può significare il deperimento del valore della società a danno dei soci, ossia dei comuni".

 

VERDI. Stanno con Balzani, deponendo almeno su questo fronte il dissenso con il sindaco, che avevano sostenuto in campagna elettorale, i Verdi. Gli ecologisti sostengono che ""I Verdi - continua la nota - hanno partecipato alla coalizione che ha sostenuto Balzani e ne hanno condiviso il programma e hanno pagato dei prezzi politici per questa decisione ma riteniamo che alcune delle cose positive fatte da questa amministrazione a proposito dell’inceneritore e di Hera a cui è stata negata la cessione delle reti,  siano obiettivi positivi raggiunti anche grazie al loro contributo di idee e di proposte".

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA. Anche Rifondazione si ricompatta intorno al sindaco. In questo caso il sostegno arriva per dire 'no' al liberismo nel settore dei servizi pubblici. in quanto "anche grazie al nostro modesto ma determinante contributo, da parte di tanti altri consigli Comunali. Oggi il malessere nei confronti di HERA, ma più in generale delle Multiutility è diffuso nella società, anche molti di coloro che, accecati dalla ideologia del liberismo, vollero con grande entusiasmo queste privatizzazioni oggi mostrano segni di ripensamento”

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