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Bocciata l'abolizione delle Province. Balzani: "E' ora di unire la Romagna"

La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della riforma e del riordino delle Province, con la riduzione degli enti in base a criteri di estensione e di numerosità della popolazione

Per la riforma e il riordino delle Provincie previsti nel decreto Salva-Italia, non si può fare nulla. Almeno per ora. Anni di dibattiti, di bufere politiche e istituzionali, non sono dunque serviti a nulla, perchè la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della riforma e del riordino delle Province, con la riduzione degli enti in base a criteri di estensione e di numerosità della popolazione. Ecco cosa scrive la Consulta: “Il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”.

“Non c'era bisogno di un professore per sapere come sarebbe andata a finire - afferma il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi – senza una norma di revisione costituzionale. Se il Governo avesse voluto, avrebbe potuto abolire le provincie in 7 mesi. Invece siamo andati avanti 3 anni con la delegittimazione dell'ente, ed io sono rimasto qui. Non c'era bisogno del decreto Salva Italia, della Spending review, bastava una norma di revisione costituzionale da sottoporre al Parlamento, che era d'accordo con l'abolizione delle Province”. Il Presidente spiega che, secondo lui, l'esito della sentenza della Corte costituzionale era scontato: “E' come se il Governo volesse modificare l'Articolo 1 della Costituzione”.

BALZANI - “La notizia è fresca: - scrive il sindaco di Balzani sulla sua bacheca Facebook - la Consulta, accogliendo un ricorso presentato da enti locali e regionali Pd e Pdl, ha dunque affossato il tentativo Patroni Griffi di avviare la riforma delle amministrazioni locali in Italia, patrocinata dal governo Monti, sostenuto da Pd e Pdl. I quali Pd e Pdl, in campagna elettorale, hanno entrambi giurato di voler abolire le province. Complimenti per la coerenza! Ora, la mia idea, viceversa, è costante: utilizzare la costituzione che abbiamo per unire le Province romagnole in una sola provincia. Lo possiamo fare votando un documento nei consigli comunali. Facile. In fondo, l'Ausl unica non risponde allo stesso principio? Perché l'idea dovrebbe valere per la sanità e non per le amministrazioni locali? Non posso immaginare che sia per via delle poltrone: no, sarebbe un'idea davvero ingenerosa e assai volgare. Non trovate?"

DI MAIO - Interviene anche il deputato del Pd Marco Di Maio: "Lo stop della Corte costituzionale alla riforma delle Province, che le avrebbe ridotte di numero accorpando molte di quelle esistenti, moltiplica la confusione. Ora il Governo Letta deve rapidamente tener fede all'impegno assunto all'atto del suo insediamento, quando promise di abolirle, trasformandole probabilmente in enti di secondo livello e non elettivi. Bene, ma nel frattempo la Romagna potrebbe riprendere con vigore la decisione che sembrava ormai imminente di accorpare le proprie province per formare una sola. Si può fare su base volontaria. Si può fare, come si disse lo scorso anno, senza imposizioni dall'altro. Si può fare, se ci si crede".

MORRONE - "Basta rimpasti territoriali o esperimenti di partito; l'unica strada percorribile è la Regione Romagna", ribadisce il Segretario Prov.le della Lega Nord Forlì - Cesena, Jacopo Morrone. "Provincione o altre mezze misure non ci interessano - la Romagna ai romagnoli - rincara Morrone - il comprensorio romagnolo ha tutte le carte in regola per giocarsela in massima serie e costituirsi in Regione autonoma. Questo deve essere il solo obiettivo di amministratori locali e Sindaci che già da domani dovrebbero attivarsi per promuovere l'iter di costituzione della Regione Romagna. Ora non ci sono più scuse..."

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