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Aborti: "L’autodeterminazione della donna non può essere messa in discussione"

Sulla scia dei dati forniti dall'Ausl e delle affermazioni del vicesindaco Giancarlo Biserna, interviene l'assessore alle Pari Opportunità e Conciliazione, Maria Maltoni

“Quando si parla di aborto è evidente il rischio di  fare affermazioni che fanno riferimento non tanto all’aspetto scientifico e giuridico della questione, ma ad opinioni dettate da convinzioni di carattere religioso e/o morale. Ma in uno stato aconfessionale e non teocratico quale è una democrazia come la nostra, pur con tutti i suoi limiti, ciò che dobbiamo fare come amministratori è applicare, o contribuire a far applicare, al meglio le leggi”. Sulla scia dei dati forniti dall'Ausl e delle affermazioni del vicesindaco Giancarlo Biserna, interviene l'assessore alle Pari Opportunità e Conciliazione, Maria Maltoni.


“La 194/78 è una legge di civiltà, che ha consentito in Italia di uscire dalla spirale perversa dell’aborto clandestino spesso mortale per le donne povere, controbilanciato dall’aborto altrettanto clandestino ma praticato in cliniche private da quelli che venivano definiti “cucchiai d’oro”, cioè medici che con l’aborto facevano affari lucrosi. - ricorda Maltoni - Quando una donna decide di interrompere una gravidanza è sempre una sconfitta, perché si è giunti ad un concepimento non voluto in un contesto psicologico e sociale non compatibile con la prosecuzione della gravidanza. Nessuna donna affronta un aborto senza profondi traumi psicologici (e spesso anche fisici) , perciò l’autodeterminazione della scelta non può e non deve essere messa in discussione da alcuno sulla base di convinzioni diverse da quelle della donna stessa”.

“Per questo motivo la legge 194/78 “norme sulla tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria di gravidanza” ha al suo interno una parte rilevante che riguarda la prevenzione dell’aborto. Purtroppo non in tutta l’Italia la rete dei consultori familiari come li conosciamo in Emilia Romagna è diffusa e dà gli stessi importanti risultati, ma nonostante questo il trend di calo delle IVG è confermato. - conferma l'assessore -  L’ultimo rapporto regionale di fine 2012 sui dati delle IVG, ne conferma infatti il calo in tutte le ASL della Regione. Come evidenziano i dati forniti dall'ASL di Forlì , è da segnalare positivamente che ora anche Forlì viene eseguita l'IVG farmacologica, cosa che in passato  non era possibile e che costringeva le donne forlivesi a “migrare” in altre ASL per  ottenere questo intervento, meno invasivo di quello chirurgico”.

“Che il tema della prevenzione sia un aspetto che molto ha a che fare con l’ambito culturale, è dimostrato dal fatto che pur nel calo complessivo degli aborti, esiste un problema di informazione  e prevenzione contraccettiva forte per quanto riguarda le donne migranti, perciò la strada è certamente quella di insistere in modo specifico su questi target di popolazione, anche attraverso strutture consultoriali che vedano la presenza di operatori specializzati nella mediazione culturale, così come accade a Forlì. Altro aspetto di grande importanza è l’attività informativa sulle metodologie di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche di educazione alla affettività da svolgere verso gli adolescenti, non solo per prevenire le gravidanze indesiderate ed evitare il ricorso alla IVG, ma anche per favorire relazioni equilibrate e rispettose tra i generi. - conclude Maltoni - Il rischio oggi  è che nella necessità di ridurre la spesa, anche sanitaria, questi aspetti non vengano tenuti nella sufficiente considerazione e si riducano anziché implementare questi interventi, perciò l'attenzione dell'associazionismo femminile su questi temi deve restare elevata”.

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