Politica

"Aborto, Meloni al G7 rimette in discussione i diritti acquisiti dalle donne"

£E' gravissimo ciò che sta avvenendo, lede il diritto della donna, lede il principio della laicità dello Stato"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Il Presidente” del Consiglio Meloni, donna, chiede agli Stati che compongono il G7, ospitati in questi giorni in Italia sotto la sua presidenza , di recedere sui contenuti della dichiarazione conclusiva omettendo il riferimento “all'importanza di garantire un accesso effettivo e sicuro all'aborto”, già assunto in precedenza come valore e principio comune. E' la dimostrazione che la destra italiana sul tema dei diritti della donna non solo ne ferma la crescita , ma interviene su un diritto acquisito messo in discussione purtroppo già con l'apertura all'ingresso delle associazioni Pro Vita nei consultori e per la numerosissima presenza di medici obiettori nelle strutture ospedaliere .

Altri paesi europei Francia e Germania e Stati Uniti e Canada si sono opposti e, dice “il Presidente” del Consiglio Meloni, che si sta dialogando sul tema e sono in corso mediazioni . E' gravissimo ciò che sta avvenendo, lede il diritto della donna, lede il principio della laicità dello Stato e dimostra ancora una volta, anche con la presenza del Papa al G7, l'intervento della Chiesa sui temi etici e relative scelte che non dovrebbero essere condizionate da alcun credo, ma garantite nella loro liceità dalla “libera scelta”. Il tentativo di una continua regressione sui diritti della donna sono la dichiarazione esplicita di una cultura che arretra sulla questione di genere e sulla questione delle diversità , tutte . Non si può tacere , è troppo grave soprattutto se si tiene conto dell'obiettivo di espropriazione del ruolo del Parlamento attraverso la proposta di elezione diretta del Premier e dell'autonomia differenziata.

Una riduzione degli spazi di democrazia , un' ulteriore crescita di disparità economica dei territori metterebbe ancora più in difficoltà la parte meno protetta della società e in questo caso le donne le prime a subire gli effetti negativi di ogni crisi economica e culturale. Per questa ragione la Consulta Laica Forlivese ripropone con forza il tema della laicità delle istituzioni partendo dal territorio, dalle nostre amministrazioni pubbliche, dai luoghi dove il pubblico deve garantire ed esercitare il ruolo di garante dei diritti di tutte e tutti. Saremo vicini e di sostegno a chi si opporrà al tentativo di rimandare “in famiglia”

Le donne Consulta Laica Forlivese (ANPI, ARCI, CGIL, Associazione VoceDonna,, Associazione Mazziniana, Associazione Luca Coscioni, Associazione Un Secco No, Movimento Federalista Europeo, UDI, Istituto Paride Baccarini, Uaar)

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