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Acqua pubblica, Comitato in piazza "per difendere il Referendum"

No allo scippo dei referendum e alle Liberalizzioni dei Servizi Pubblici Locali”. Mercoledì alle 17 è organizzato un presidio davanti alla prefettura di Forlì-Cesena

Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua e il Comitato acqua bene comune del territorio forlivese chiede al governo Monti di abbandonare la strada delle liberalizzazioni per quanto riguarda il servizio idrico. “No allo scippo dei referendum e  alle Liberalizzioni dei Servizi Pubblici Locali”.  Mercoledì alle 17 è organizzato un presidio davanti alla prefettura di Forlì-Cesena.

“Con l'articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini. Si rendono impossibili le gestioni dirette degli enti locali attraverso enti di diritto pubblico quali le aziende speciali. Un attacco diretto alle esperienze come quella del Comune di Napoli per evitarne la proliferazione sul territorio nazionale. Il voto del 12 – 13 giugno ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano. L’acqua non è una merce, ma un bene comune, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato. I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria”, si legge nella nota.

“Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano. Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa. Chiediamo alle donne e agli uomini di Forlì e territorio di partecipare alla mobilitazione per la difesa del voto referendario e di sottoscrivere l’appello su www.acquabenecomune.org in difesa dei referendum”.
 

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