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Acqua pubblica, "Due anni dopo il referendum non si fa nulla"

Il comitato per l'Acqua pubblica della Romagna definisce "deludente" l'incontro con le tre Province e Atersir, voluto "a due anni di distanza dal referendum"

Il comitato per l'Acqua pubblica della Romagna definisce "deludente" l'incontro con le tre Province e Atersir, voluto "a due anni di distanza dal referendum" per "dare corso alla volontà espressa dalla maggioranza degli italiani". Il voto favorevole alla gestione pubblica dell'acqua, ricordano, "rimane inattuato e contraddetto e, a stare all'incontro, non pare che gli amministratori abbiano intenzione di contribuire perché sia pienamente rispettato l'esito del referendum".

All'incontro, nella sede della Provincia di Forlì-Cesena con amministratori anche delle Province di Ravenna e Rimini, e con Atersir (l'agenzia regionale per acqua e rifiuti), hanno partecipato i comitati 'Acqua pubblica bene comune' di Forlì, Cesena, Faenza, Ravenna e Rimini, secondo i quali la spa Romagna Acque che gestisce il bacino di Ridracoli dovrebbe diventare un 'ente consortile di diritto pubblico'; chiedono anche di "fare una scelta per la gestione pubblica a Rimini dove la concessione del servizio idrico integrato alla multiutility Hera Spa è scaduto nel marzo 2012".

E, più in generale, di ripubblicizzare il servizio idrico integrato in tutta la Romagna. "Gli amministratori presenti - affermano i comitati - hanno sostanzialmente eluso le nostre richieste, pronunciando una debole posizione di principio per l'acqua pubblica, affermando che occorre studiare la materia in quanto molto complessa e che non ci sono ad oggi le condizioni per impegnarsi esplicitamente per il percorso di ripubblicizzaazione". I comitati sollecitano al più presto ora un tavolo dell'acqua: "ci attendiamo - concludono - una risposta precisa e positiva".

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