Aeroporti, Candido (FdS): "Ed ora, che fare?"

Era da anni che andavamo ripetendo che l’aeroporto di Forlì doveva essere ridimensionato e utilizzato solo per il vero indotto, ovvero il Polo tecnologico e le scuole di volo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Era da anni che andavamo ripetendo che l’aeroporto di Forlì doveva essere ridimensionato e utilizzato solo per il vero indotto, ovvero il Polo tecnologico e le scuole di volo. Era un dato oggettivo evidente, dettato dal bacino d’utenza e dalla collocazione geografica, ma la miopia dei politici locali, di centrosinistra e di centrodestra, ci ha fatto perdere tempo e molti milioni di euro. Ora, è urgente salvaguardare i posti di lavoro rilanciando la mobilità sostenibile e potenziando i collegamenti ferroviari. È giunto il momento di investire per uno sviluppo proiettato al futuro e al sostegno del vero capitale in nostro possesso, quello umano.

Due esempi concreti. È fondamentale attivare, da subito, con le risorse risparmiate dall’aeroporto, borse di studio (per le scuole di volo, l’Istituto Tecnico Aeronautico e l’Università) ed altre agevolazioni (economiche e logistiche) per il Polo tecnologico e le imprese, oltre ad adeguare – ai livelli dei paesi sviluppati – le reti di interconnessione del territorio forlivese, a partire da quella Internet. In secondo luogo, occorre infittire il trasporto urbano (ripensandolo unitariamente tra Forli e Cesena, ormai unica area metropolitana) ed extraurbano in modo da sostituire adeguatamente gli spostamenti privati. È inaccettabile l’assenza, dopo le 20.00, della circolazione degli autobus o che ogni zona non sia decentemente servita, perché ciò comporta da una parte l’utilizzo del trasporto pubblico sotto il 10% - livelli da paese sottosviluppato – e, dall’altra, bilanci in continua sofferenza, tutto a danno della nostra salute (sforamenti continui dei limiti di inquinamento) e della nostra economia che sempre più deve essere incentrata sulla qualità della vita.

Il dibattito di questi giorni sull’aeroporto è imperniato sulle responsabilità e sulle accuse reciproche tra centrodestra e centrosinistra, noi vorremmo sottrarci a tale inconcludente polemica e provare ad aprire una discussione sulla prospettiva che vogliamo dare al nostro territorio. Come per l’aeroporto (che si voleva sviluppare quando il tempo era ormai scaduto), così adesso si rischia di arrivare in ritardo sulle nuove idee economiche e di sviluppo che stanno avanzando in tutto il mondo. Il compito di una classe dirigente non è solo quello di amministrare, bene, l’esistente, ma di immaginarsi il futuro, di certo questo non si può fare se si continua a parlare rivolti al passato.

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