Ridolfi nel baratro, il PDL: "Ma si può ancora salvare"

L’aeroporto di Forlì si può ancora salvare, a patto che il Sindaco Balzani abbandoni le politiche fallimentari orchestrate dalla classe dirigente regionale del Partito Democratico e apra gli occhi di fronte ai veri interessi del territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

L’aeroporto di Forlì si può ancora salvare, a patto che il Sindaco Balzani abbandoni le politiche fallimentari orchestrate dalla classe dirigente regionale del Partito Democratico e apra gli occhi di fronte ai veri interessi del territorio forlivese, valutando così senza pregiudizi l’eventuale acquisizione delle quote di maggioranza del “Ridolfi” da parte di una importante società straniera.

La proposta formulata al Primo Cittadino dal conte Guido Farneti Merenda Salecchi, rappresentante pro tempore in Italia di “Armavia”, in relazione ad una concreta possibilità d’interessamento della società in questione verso lo scalo forlivese è ancora in piedi e fattibile. Il conte Merenda già in passato aveva più volte parlato di questa possibile acquisizione con il presidente di “Armavia”, un ricco oligarca armeno, che peraltro tre anni fa fu già ospite del dott. Rusticali, in considerazione di un forte interessamento allo sviluppo della nostra aerostazione. “Armavia”, che vanta lo status di compagnia di bandiera della Repubblica Armena, ha già tre voli di linea settimanali come collegamenti tra la capitale Yerevan e Roma, Milano e Venezia. Tra il 2008 e il 2009 gli stessi voli furono autorizzati dall’Enac sull’aeroporto di Forlì, poi a causa della negligenza e dell’abbandono da parte dei politici/amministratori forlivesi nei confronti del “Ridolfi” furono scelti altri aeroporti.

Il presidente di “Armavia”, per esplorarne la fattibilità, giustamente ha rivolto all’attuale Sindaco di Forlì una serie di quesiti che sono rimasti senza risposta nonostante la richiesta di una cortese sollecitudine. Le domande sono state le seguenti: approssimativamente a quanto ammontano i debiti di Seaf nel caso di acquisto; la percentuale di quote di partecipazione del Comune di Forlì e di eventuali altri Enti per giungere al controllo del 51% della società; la lunghezza della pista e le abilitazioni di quali aeromobili possono usufruirne; quale tipologia di servizi offre Seaf come Handling; quantità e qualità del personale in carico a Seaf e se detto rapporto si debba ritenere vincolante o eventualmente da rivedere; quale movimentazione di aeromobili passeggeri e\o cargo minima è necessaria per utile di bilancio.

Sollecitiamo il Sindaco a smarcarsi da logiche scellerate portate avanti negli anni dalla classe dirigente del Partito Democratico e contrarie agli interessi di Forlì, riattivando i contatti per questo interessamento e dimostrando così che l’Amministrazione forlivese può non continuare ad essere schiava delle volontà di Bologna e della Regione. Sollecitiamo altresì il prof. Balzani a ritrovare un’auspicabile autonomia decisionale e ad attivarsi con urgenza per tentare ogni strada possibile rivolta alla salvezza del “Ridolfi”.

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