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Aeroporto, il caso in Regione. L'assessore Donini: "Air Romagna ha disatteso gli impegni"

Interrogazione in Regione del consigliere Pompignoli: lo scalo è "strategico per il territorio regionale, deve tornare a volare". L'esponente di Giunta: "Intatto l'impegno della Regione per una soluzione positiva

“Resta intatto l’impegno della Regione per arrivare a un esito positivo”. “L’aeroporto di Forlì deve tornare a volare e i lavoratori, dopo l’ormai datato accordo tra Regione, Comune di Forlì e Camera di commercio di Forlì-Cesena scaturito dall’incontro del 21 maggio 2013, devono poter vedere uno spiraglio per la loro ricollocazione”. Botta e risposta sull'aeroporto di Forlì fra l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, e il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli (Lega Nord) che in una interrogazione a risposta immediata in Aula aveva chiesto quale fosse stato l’esito dell’incontro avvenuto lo scorso 24 luglio, sollecitato dai sindacati Cigl, Cisl e Uil, per discutere della riapertura dello scalo e delle connesse operazioni, ma anche del piano di assunzioni previste dalla società Air Romagna titolare della concessione trentennale.

“Purtroppo l’incontro del 24- ha risposto Donini- è stato disatteso da Air Romagna, per cui non è possibile dare evidenza ad alcun esito. Resta tuttavia intatto l’impegno della Regione a ricercare ogni strada per giungere a un esito positivo e, in tal senso, è in corso di definizione una nuova data di incontro”. L’assessore ha tenuto quindi a ricordare “l’impegno profuso dalla Regione nell’ambito del Piano nazionale degli aeroporti che non prevedeva lo scalo forlivese fra quelli di interesse nazionale e che, al contrario, dopo reiterate sollecitazioni, potrà essere incluso nell’elenco, in seguito alla valutazione della sostenibilità economico-fiunanziaria del piano industriale della nuova gestione”.

Citando poi l’incontro del 21 maggio 2013, Donini ha segnalato che, "al momento della sottoscrizione del verbale tra i partecipanti, i lavoratori ex Seaf interessati a una ricollocazione erano 39 e quelli assunti da società di servizi operanti nello scalo aeroportuale 35: l’accordo- ha aggiunto- prevedeva che i sottoscrittori operassero congiuntamente per favorire il reimpiego dei lavoratori, senza contenere promesse di un tempestivo ricollocamento". "Per i lavoratori ex Seaf - ha concluso- si è operato per verificare la possibilità di ricollocazione in altre società partecipate dagli Enti pubblici coinvolti, scontando tuttavia una certa difficoltà a far combaciare le loro caratteristiche professionali con i profili richiesti da alcune società (Tper, Sapir) o per i limiti alle assunzioni a cui devono attenersi altre società (Fer)".

Pompignoli, nell’interrogazione, lamentava che la riapertura dell’aeroporto di Forlì sia in stallo da mesi e che la nuova proprietà, “complice il silenzio delle istituzioni, non fornisca alcuna spiegazione sul piano industriale e sui tempi di riassunzione del personale". Nella replica, il consigliere ha anche sollecitato la Giunta a dare seguito "al proprio impegno nei confronti di questi lavoratori che dopo due anni si ritrovano privi di ammortizzatori sociali e oggi, purtroppo, senza lavoro e senza spiragli per il prossimo futuro". Pompignoli ha infine auspicato che la “Giunta Bonaccini si ponga in discontinuità con la Giunta Errani” che “vedeva lo scalo forlivese come il fumo negli occhi” rispetto all’aeroporto di Bologna: “L’aeroporto di Forlì, infatti-ha concluso- oltre a essere strategico per il territorio regionale, ha già una struttura organizzativa pronta a una sua riattivazione”.

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