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Aeroporto, Cisal Emilia-Romagna attacca: "La 'cattiva' politica ha ucciso il Ridolfi"

Salvatore Malerba segretario regionale e provinciale Cisal Forlì-Cesena interviene nella lunga querelle nata attorno alla questione degli scali regionali e accusa la "cattiva politica" che ha affossato la pista di Forlì

“L’uscita dell’ennesimo bando di gara fra i privati (emanato da Enac, proprietario demaniale) per accertare la reale disponibilità di fantomatici investitori, brasiliani, texani, o magari  arabi e cinesi sarebbe davvero l’ultima possibilità per risollevare il “L. Ridolfi“ da una fine ingloriosa e dimostrare a tutti che lo scalo di via Seganti ha tutte le carte in regola per poter continuare ad essere uno degli aeroporti più importanti della Regione".

Con questa premessa Salvatore Malerba segretario regionale e provinciale Cisal Forlì-Cesena interviene nella lunga querelle nata attorno alla questione degli scali regionali e accusa la "cattiva politica" che ha affossato la pista di Forlì. "Auspichiamo - chiarisce Malerba - dunque che in queste  settimane concesse (a giorni il bando e poi rimarrà valido due o tre mesi) qualche società estera riesca a ridare dignità e futuro al nostro aeroporto rendendolo  uno scalo economicamente autosufficiente, competitivo e importante nello scenario aeroportuale italiano”.

“E’ a tutti evidente che le ingenti risorse pubbliche destinate in questi anni all’aeroporto “L. Ridolfi” (40 milioni di euro dal 2004 al 2010)  non hanno trovato una giustificazione se la garanzia del funzionamento dell’infrastruttura e l’impiego del personale di terra sono venuti clamorosamente meno - aggiunge Malerba - . Ma , al contempo, è ugualmente evidente che coloro che in passato hanno fatto del loro “meglio” per far fallire il progetto integrato degli aeroporti regionali (con il Pd , il partito di maggioranza in tutta l’Emilia-Romagna, diviso in ogni città) oggi continuano a darsi battaglia a tutela dei singoli campanili".

"Con l’assessore regionale Peri che da subito aveva distolto la sua attenzione dal Ridolfi per favorire Bologna e Rimini, così come lo stesso sindaco di Forlì a più riprese aveva abbandonato ogni volontà di reinvestire capitali nello scalo cittadini, con  l’inerzia dei parlamentari locali incapaci di fare la voce grossa - prosegue Malerba -. E tutti, così facendo, hanno posto all’ultimo posto delle loro priorità e delle riflessioni progettuali il destino delle diverse aziende che erano presenti nel sito aeroportuale di Forlì, per non parlare degli immensi sacrifici che hanno dovuto sopportare i lavoratori  del “L. Ridolfi“ , con salario ridotto e cassa integrazione e l’incertezza del loro futuro, dopo la messa in liquidazione della Seaf”.

Malerba ricorda infine che il sindacato Cisal , unitamente alla categoria interessata (la Legea-Cisal), si mette totalmente a disposizione dei delegati delle diverse aziende e lavoratori che erano presenti nel sito aeroportuale di Forlì per ogni incombenza e che: “terrà monitorata la situazione – in primis il vertice regionale del 3 dicembre - per chiedere effettive garanzie sulle situazione occupazione e sollecitare certezze sul futuro di questa importante infrastruttura”.

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