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Aeroporto, la Provincia tappa ancora il buco con 10mila euro

Il Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena copre le perdite di Seaf Spa, la società di gestione dell'aeroporto di Forlì, maturate fino al 29 febbraio 2012, e ricostituisce al minimo il capitale sociale

Il Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena copre le perdite di Seaf Spa, la società di gestione dell’aeroporto di Forlì, maturate fino al 29 febbraio 2012, e ricostituisce al minimo il capitale sociale, in vista dell’assemblea straordinaria degli azionisti che si tiene giovedì. La delibera è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Idv e Gruppo Misto. Contrari PdL, Lega Nord e Udc; astenuto Rifondazione Comunista.

Attualmente il capitale sociale di Seaf Spa risulta con la seguente composizione: Livia Tellus SpA (Comune di Forlì) 49,1%, Società Aeroporti Romagna SpA 29,9%, CCIAA di Forlì-Cesena 11,9%, Provincia di Forlì-Cesena 8,9%, Confindustria di Forlì-Cesena 0,1%, Altri 0,1%. Secondo l’aggiornamento inviato da Seaf, si evidenzia una perdita maturata dall’1.1.2012 al 29.2.2012 di 996.254 euro, che va ad aggiungersi alla perdita dell’esercizio 2011 pari a 5.601.425 euro (quest’ultima solo in parte coperta dai soci nel corso dell’esercizio 2011 per complessivi  3.985.320 euro). Con una precedente delibera dello scorso gennaio era stata richiesta la procedura di messa in liquidazione della società entro il prossimo 30.4.2012 nel caso di fallimento del processo di integrazione con l’aeroporto di Bologna (ed eventualmente anche con l’aeroporto di Rimini). Considerata la decisione assunta dalla Giunta provinciale nella seduta del 3.4.2012 di limitare la ricapitalizzazione della società al limite minimo di legge per le S.p.A. di 120.000 euro, in attesa della risposta dell’aeroporto di Bologna in merito al processo di integrazione, il ripiano a carico della Provincia di Forlì-Cesena ammonta a 10.672 euro.

Ha preso la parola per primo il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi: “Come purtroppo previsto, questa volta è stata Rimini a far fallire il progetto della SAR facendo emergere tutte le contraddizioni dei partiti di maggioranza, altro che politiche di Area Vasta, per cui il piano industriale della SAR che doveva essere presentato entro il mese di Settembre 2011, è già morto e sepolto.  E la situazione si presenta sempre più critica: dal 1 gennaio 2012 al 29 febbraio 2012 è stata rilevata una perdita di oltre 996 mila euro, che si va ad aggiungere ai 5,6 milioni del 2011; il valore della produzione di questi 2 mesi è pari a 400 mila euro a fronte di costi pari a 1,3 milioni; debiti verso le banche ad oltre 7,6 milioni; debiti verso i fornitori a 3,7 milioni. Nel 2011 a fronte del valore di 4,5 milioni il costo è stato di 9,8 milioni, questo nonostante siano stati attivate tutte le forme possibili di controllo della spesa. Dove si poteva risparmiare  stato fatto, tra l’altro si parla anche di minori spese pari a 100.000 euro, “senza per questo pregiudicare l’attività di SEAF. Allora sorge una domanda: perché venivano spesi questi soldi prima? Ad oggi la Seaf perde 350.000 euro al mese, rispetto al 2010 nel 2011 295.000 passeggeri in meno. E’ evidente che gli enti locali non possono reggere simili perdite per cui siamo veramente giunti alla resa dei conti. E pensare che nonostante tutti gli errori commessi era giunto il jolly SAVE: un rigore a porta vuota che non abbiamo avuto neppure il coraggio di calciare forse per non scontentare Bologna. Oggi se tutto andrà bene Seaf diventerà la seconda pista di Bologna, la stessa Bologna che ha ora sembra avere bisogno di Forlì per poter incrementare il traffico e raggiungere le condizioni di aeroporto strategico. Si procede  ancora spinti più dalla disperazione e dalla mancanza di alternative che dalla convinzione”.
 
Quindi l’intervento di Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord: “Prendiamo atto ancora una volta che Rimini è andata avanti da sola, non ha sottoscritto gli accordi nonostante le sollecitazioni regionali. L’asse Bologna-Rimini si è rafforzato, anzi con l’aumento dell’arroganza del partner riminese. Oggi andare ad asservire completamente Bologna mi è molto difficile. Non è per un volgare campanilismo, ma perché ad oggi non è stato presentato un piano industriale, a venti giorni dall’ultima scadenza. Ma non posso credere che Sab non abbia ancora fatto un piano industriale. Quel piano industriale da qualche parte c’è, ma non abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con spirito laico. Il Presidente Errani e i suoi assessori dovevano venire sul territorio e parlare delle prospettive per l’aeroporto di Forlì. Riteniamo l’aeroporto ancora un volano di sviluppo, purtroppo questo non è stato per una gestione diciamo distratta e le interferenze subite quando c’era un importante partner. Ed oggi siamo costretti a mendicare che Sab ci faccia un’offerta, non so cosa sia peggio”.
 
E’ intervenuto anche Luciano Minghini, capogruppo Pd: “Oggi non stiamo votando alcuna soluzione finale, ma solo una delibera di ripiano. Non siamo ancora in grado di esprimerci sul futuro perché ancora non conosciamo se ci sarà un’offerta di integrazione, ma, se ci sarà, sarà figlia di un piano industriale integrato, non credo che si possa acquisire senza strategia. Insomma, se Bologna avanzerà un’offerta sarà perché avrà studiato un ruolo per l’aeroporto di Forlì, affinché non sia un costo, ma un’opportunità. Non voglio quindi prefigurare nulla, ma anche noi chiediamo che non appena giungeranno informazioni queste siano subito comunicate al Consiglio”. E’ intervenuto anche Valerio Roccalbegni, consigliere PdL.
 
Successivamente ha preso la parola Maria Grazia Bartolomei , capogruppo Udc: “Non si vede nulla di nuovo, anche in quest’ennesima situazione finanziaria critica deve essere la maggioranza ad assumersene la responsabilità. In questa vicenda siamo oggetti passivi, le nostre sorti sono in mani altrui”. Giovanna Perolari, capogruppo dell’Idv: “La situazione è pesante, questa delibera non è che la prosecuzione della delibera del gennaio 2012, in quella delibera l’Italia dei Valori ha messo un tempo limite a questo continuo esborso. Teniamo quindi fede all’impegno preso di attendere la fine di aprile, prendendo atto che ancora non abbiamo visto un piano industriale”.
 

Infine Pier Giorgio Poeta, capogruppo di Rifondazione Comunista, ha annunciato il suo voto di astensione: “La Sab ha avuto tutto il tempo per presentare un suo interessamento e difficilmente lo farà. Per l’ennesima volta tiriamo fuori soldi per una ricapitalizzazione”.
 

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