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Aeroporto, poliziotti in stand by: "Gli agenti non possono rimanere sul territorio"

Chiarisce il vicepresidente della Provincia: "Il personale deve essere re-impiegato nelle esigenze della polizia di frontiera e non dipende da noi, ma direttamente dal Ministero"

Dopo “l’esito negativo del bando Enac risulta ancor più urgente la disponibilità del piano di concordato e la realizzazione della liquidazione effettiva della società” Seaf: lo sostiene la capogruppo dell’Udc Maria Grazia Bartolomei, che in un’interrogazione chiede “se è stata fissata o se si è già tenuta un’udienza del tribunale fallimentare; se il liquidatore della società ha compiuto gli atti necessari ed estremamente urgenti per fronteggiare la situazione ed in caso negativo quali sono le intenzioni dei soci”. 

Bartolomei, aggiornando la richiesta dal momento che “la società ad oggi è dichiarata fallita ed ha un curatore fallimentare”, ha chiesto anche di “essere informati su come si sta evolvendo la situazione”. Risponde il vicepresidente Guglielmo Russo: “Stiamo anche noi attendendo un incontro col curatore fallimentare e con il liquidatore. Ricapitolo la situazione ultima che si è venuta a creare: il 5 marzo la Seaf ha richiesto in tribunale il concordato in prova, con la proposta di rimborso del 100% dei crediti privilegiati e del 30% dei chirografari".

"Tuttavia il 5 aprile il dottor Roveroni ha valutato che non vi fossero le condizioni e ha portato i libri in tribunale - aggiunge Russo -. La società è stata dichiarata fallita il 3 maggio. Prima di questo avevamo chiesto, come Provincia, se era possibile un concordato, sapendo che in altri territori si è proceduto così. Tuttavia, il dottor Roveroni ha scelto di portare i libri in tribunale dopo una sua valutazione tecnica, ma come Provincia abbiamo cercato fino all’ultimo di pervenire a strade alternative”.

POLIZIA -  Nel corso del consiglio provinciale, il capogruppo del Partito Democratico Luciano Minghini e la consigliera provinciale Pd Chiara Budellacci hanno rilevato in un’interrogazione, che “le forze di sicurezza in servizio nell'aeroporto forlivese al momento della chiusura definitiva dello scalo verranno reindirizzate verso altri scali anziché essere dislocate all'interno del territorio provinciale già carente di personale”. Per tale motivo è stato chiesto “se l’Amministrazione intende sollevare il problema all'interno del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza per cercare invece di dislocare il personale delle forze di sicurezza non più in servizio nello scalo “Ridolfi” all'interno della nostra Provincia a  copertura delle attuali carenze d'organico”.

“Con la chiusura dell’aeroporto vengono in esubero 56 vigili del fuoco e 50 unità di forze di pubblica sicurezza - ha replicato Russo -. E’ nostra intenzione presentare una lettera di richiesta in cui si chiede che tali esuberi si utilizzino sul territorio provinciale visto le carenze di organico a livello locale delle forze dell’ordine. Vogliamo evitare che ci sia dispersione di questo personale fuori provincia. Scriveremo al ministero dell’Interno, alla Regione, al Prefetto e alla Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e al comando provinciale. Chiediamo nella stessa lettera il rinforzo degli organici di vigili del fuoco dei presidi di Forlì, Cesena, Bagno di Romagna e Cesenatico".

"Diverso è il caso degli agenti di polizia: in questo caso appartenendo al corpo della Polizia di Frontiera questo personale deve essere re-impiegato nelle esigenze della polizia di frontiera e non dipende da noi, ma direttamente dal Ministero, con la possibilità del Prefetto di presentare istanze", ha concluso il vicepresidente della Provincia.

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