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Alessandrini (Pd): "Dal bionomio cultura-imprese nuove opportunità di sviluppo"

L'intervento del consigliere regionale del Partito Democratico sulle nuove frontiere dello sviluppo locale, a partire da una ricerca svolta da Ervet

L’industria culturale e creativa dell’Emilia-Romagna è stata oggetto di una importante ricerca effettuata da ERVET (Centro di ricerca e valorizzazione del territorio della Regione) in collaborazione con l’Osservatorio dello spettacolo per l’assessorato regionale alla cultura.

Da essa emerge un quadro che in Emilia-Romagna stima la presenza di oltre 1.500 imprese che operano direttamente nell’ambito culturale (spettacolo, cinema, musica, ecc.) ed oltre 30.000 nei servizi creativi (grafica, designe, pubblicità, audiovisione, software, ecc.). Queste imprese danno occupazione ad oltre 77.000 addetti, pari al 4,5% degli addetti dell’intera economia regionale.

Anche nella provincia di Forlì-Cesena è un settore in aumento, grazie soprattutto all’intraprendenza di giovani con livelli di scolarità elevati ed alla tendenziale terziarizzazione dell’economia, trainata dalla consapevolezza che i prodotti-servizi, per competere, devono contenere sempre maggiore qualità e devono avere una componente di innovazione sempre più marcata.

Ma sta inoltre passando il concetto che i prodotti, pur in assenza di sprechi e ridondanze, devono essere anche esteticamente più belli, gradevoli e devono avere un designe di gusto, sintonizzato con le tendenze e le culture dei mercati cui sono destinati.

Altro elemento che induce a rafforzare il binomio cultura-impresa è rappresentato dal netto balzo in avanti effettuato dalla città di Forlì con le mostre realizzate presso i musei San Domenico, con la riscoperta dei luoghi di notevole pregio storico-architettonico (penso al monastero dell’Annunziata di Tredozio, al sito archeologico di Galeata, al palazzo Pretorio di Terra del Sole o alla necessità di recupero di torri e castelli – Rocca dei conti Guidi di Dovadola, castello-fortezza di Castrocaro Terme, ecc.)

Abbiamo una realtà importante che andrebbe ulteriormente valorizzata, nel campo del recupero e del restauro artistico-tradizionale e degli edifici storico-culturali.

Insomma un potenziale importante che va preservato e rilanciato.

Purtroppo, negli ultimi anni, sotto il peso delle difficoltà finanziarie che attraversa il Paese, la spesa corrente verso le attività culturali è stata pressoché dimezzata a livello nazionale, non molto meglio quella delle Regioni e degli Enti Locali. Lo stesso contributo delle Fondazioni bancarie è diminuito del 17%

Nonostante ciò, nella classifica europea, l’Emilia-Romagna risulta al ventesimo posto per produttività culturale, a dispetto delle abissali differenze fra quanto investono gli altri governi europei rispetto al nostro.

Per migliorare ulteriormente le nostre posizioni dobbiamo, come in tutti gli altri campi, fare sistema, mettendo insieme piccole e piccolissime realtà, incoraggiandole a diventare impresa e metterle in relazione con l’intero sistema produttivo.

Dobbiamo dotarci di un coordinamento unitario e di una strategia per la valorizzazione dei beni territoriali, con l’obiettivo di creare “marchi”, anche interprovinciali, per dare riconoscibilità alla Regione ed ai territori in tutto il mondo. Un ottimo esempio è rappresentato dal circuito culturale della Romagna che prevede Ravenna come capitale della cultura.

Infine, il binomio cultura-impresa richiede uno sforzo di analisi e ricerca sulle politiche e sulla produzione del settore culturale e creativo per elaborare una nuova idea di sviluppo, sapendo che con la cultura non solo si mangia, smentendo una celebre frase di un ministro del precedente Governo, ma si potrà mangiare anche di più se ognuno farà la propria parte: il Pubblico, che deve diventare maggiormente soggetto imprenditoriale; il Privato, che deve acquisire maggiore consapevolezza e responsabilità verso le comunità.

Tiziano Alessandrini
Capo gruppo PD Commissione Politiche Economiche

Regione Emilia-Romagna
 

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