Allegni (Pd): "Il Pd e il rapporto con le amministrazioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Rifletto su quanto leggo sui giornali degli ultimi giorni, sulla rincorsa al progetto di una riforma delle istituzioni, tra chi propone la provincia unica a chi il comune metropolitano a chi ritiene che vada tutto bene com’è, condotto quasi unicamente da rappresentanti istituzionali e mi chiedo: cosa pensa il PD locale ? Come immagina il territorio romagnolo del futuro? Quali le sue priorità? Quale il progetto politico? Faccio parte della Direzione del PD forlivese eppure se me lo chiedessero non saprei rispondere a queste domande. Il Partito Democratico nazionale ha presentato una proposta di legge molto chiara sia sul tema dei costi della politica sia su quello di una riorganizzazione dell’intero quadro istituzionale del Paese, dentro al quale sta la razionalizzazione e ripensamento delle funzioni delle Province ma poco e solo a titolo personale finora ci si è espressi su questo.

 

Ma non è nemmeno tanto questo il problema, il problema è più complesso, generato dal fatto che il PD forlivese rischia di abdicare al proprio ruolo di guida politica, di lasciare ai soli amministratori lo spazio di una discussione che attiene il futuro del territorio, la sua riorganizzazione,e rischia anche di lasciare colpevolmente in secondo piano i problemi concreti dei cittadini. I partiti servono nel momento in cui si fanno carico delle esigenze delle proprie comunità e nel momento in cui riescono a portare quelle esigenze all’attenzione delle istituzioni, a tramutarle in soluzioni concrete. I partiti servono alle amministrazioni nella misura in cui hanno con loro un rapporto paritario, non più totalizzante com’era in un tempo ormai superato, ma nel rispetto delle reciproche autonomie e nel confronto politico.

 

Gli amministratori necessitano di autonomia nelle scelte gestionali, ma quelle di indirizzo attengono ad un ruolo del Partito che attraverso le conferenze programmatiche può periodicamente segnare obiettivi comuni da raggiungere. Abbiamo un problema di progettualità e abbiamo il problema di ridefinire i rapporti tra partito e amministrazione. Se è insopportabile la condizione in cui il partito attacca il suo stesso Sindaco lo è altrettanto che un Sindaco eletto coi voti del PD si disinteressi totalmente del rapporto con esso cavalcando in alcuni casi l’antipolitica o meglio l'antipartitismo.

 

Ma credo che questo avvenga quando manca la politica, quando manca la chiarezza. Il PD forlivese ha urgenza di muoversi verso l’organizzazione di una conferenza programmatica che metta un punto sulle proprie posizioni, che lo rimetta in relazione con le forze imprenditoriali, economiche, sociali del territorio altrimenti continuerà a farsi dettare la linea da altri, a rincorrere le agenzie di stampa e a non esercitare la leadership politica che gli competerebbe.

 

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