Alluvione, la polemica

Alluvione, Bonaccini: "Romagna dimenticata dal governo". Buonguerrieri (FdI) replica: "Stanziate somme rilevanti per i beni mobili"

Alluvione, botta e risposta tra il governatore dell'Emilia Romagna uscente Stefano Bonaccini e la deputata di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri

Il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo confermato fino a fine anno: Stefano Bonaccini fa sapere di aver ricevuto una lettera da Palazzo Chigi per avere l'assenso, "via libera che ho ovviamente accordato, vista la stima e la collaborazione con Figliuolo e per leale collaborazione istituzionale", scrive sui social Bonaccini. "Mi sarei aspettato almeno una telefonata nei giorni scorsi o in queste ore, ma nemmeno hanno sentito il dovere di farlo", aggiunge, "a proposito di rispetto istituzionale nei confronti di chi ha subito e vissuto un anno fa una tale tragedia".

Ma il presidente regionale, neo-eletto al Parlamento Ue, coglie anche l'occasione per ribadire al Governo "come, a ormai tredici mesi dall'alluvione del maggio scorso, proprio non ci siamo". La Romagna, per il dem, è stata "dimenticata dal Governo". "Non solo - ribadisce Bonaccini - il credito d'imposta per la ricostruzione, che avevamo chiesto fin dal primo giorno, rimane inattuato in qualche cassetto ministeriale, ma i rimborsi dei beni mobili per i cittadini che hanno perso tutto sono totalmente insufficienti. Il Governo, dalla presidente Meloni in giù, si era impegnato a risarcire il 100% dei danni subiti. Ora il decreto in discussione al Senato fissa il tetto forfettario a 6.000 euro per i beni mobili: arredi, elettrodomestici, ecc. Escludendo ancora una volta i veicoli. Se proprio non vogliono o non riescono a garantire il 100% di rimborso dei danni, come invece accaduto dopo il terremoto che colpì l'Emilia, noi chiediamo di alzare questi rimborsi almeno a 30.000 euro, perché non sia una presa in giro per le famiglie alluvionate". 

"Abbiamo anche chiesto - ricorda ancora il governatore Pd - di sbloccare una volta per tutte i soldi del Pnrr - 1,2 miliardi di euro - annunciati in pompa magna cinque mesi fa per la ricostruzione pubblica: passa il tempo, i soldi non si vedono e rischiamo di perdere un'altra estate per fare lavori urgenti". Per Bonaccini "è semplicemente surreale che, proprio nel momento in cui la Camera approva il cosiddetto Ddl Calderoli sull'autonomia differenziata - un provvedimento peraltro sbagliato e divisivo -, il Governo continui ad accentrare sempre più nelle sue mani la gestione di tutto, a partire dalla ricostruzione, tagliando fuori Regione e Comuni. Un'impostazione sbagliata che li ha portati a una sonora bocciatura da parte degli elettori dell'Emilia-Romagna dieci giorni fa, dove hanno perso nella quasi totalità dei Comuni chiamati al voto in Romagna. Consiglierei meno arroganza e più confronto".

La replica

A stretto giro arriva la replica della parlamentare di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri: "Sono finite le elezioni, ma non è finita la stucchevole mania di Bonaccini di mistificare la realtà quando parla di alluvione: la polemica del giorno riguarda, naturalmente i risarcimenti ma si arricchisce di una nuova, infantile lamentela, rispetto al fatto che non sarebbe stato avvisato della conferma del Gen. Figliuolo nel ruolo di Commissario straordinario fino al prossimo 31 dicembre. Lo ripeto con chiarezza, così che Bonaccini possa fugare i suoi dubbi: il Governo Meloni sta risarcendo il 100% come promesso e, in più, sta stanziando somme rilevanti per i beni mobili. Un’attenzione, quella verso i beni mobili, che la sinistra non ha mai avuto né per il sisma del 2012 né per le precedenti alluvioni. O forse questo Bonaccini se l’è dimenticato?".

“L’impegno del Governo sta andando ben oltre il 100% richiesto in primis proprio da Bonaccini - incalza la deputata - ma è evidente che il Governatore uscente non vuole abbandonare la campagna elettorale permanente, una modalità che non fa bene soprattutto agli emiliano-romagnoli. Quanto alla lamentela di Bonaccini di non aver ricevuto una telefonata che lo preavvisasse del rinnovo dell'incarico a commissario del Gen. Figliuolo fino al 31 dicembre, la domanda sorge spontanea: il Governo dovrebbe chiedere a chi ha causato il problema e ora scappa se può rimanere a risolverlo?".

Bonaccini contrattacca

"Io - ricorda Bonaccini sui social - mi sono candidato in Europa, nella circoscrizione del nord-est per il Pd. Lei si è candidata nel Comune di Bagno di Romagna ed era quasi ogni giorno a fare campagna elettorale a Roncofreddo, ovviamente per dare una mano al centrodestra a vincere le elezioni. I risultati sono che in entrambi i Comuni, nonostante l'impegno dell'onorevole, la destra ha perso, mentre io sono stato eletto con la cifra record di 390.000 preferenze in una sola circoscrizione". "Sia chiaro - aggiunge il presidente dell'Emilia-Romagna e del Pd - si può vincere e si può perdere, e nonostante l'esito elettorale non mi permetterei mai di dire che lei sia meno capace o perbene di me, però alla luce degli esisti elettorali che ci riguardano un po' meno arroganza e un po' più di umiltà forse aiuterebbero". Ma sempre in casa Fdi è il senatore Marco Lisei ad andare alla controffensiva. "Secondo la perversa e speculativa logica bonacciniana, mentre lui sta fuggendo dalla Regione, chi resta a risolvere i problemi che lui ha creato, ovvero il Governo, dovrebbe chiamarlo per chiedergli se può restare a sgobbare al posto suo", afferma Lisei. "Questa l'assurda pretesa che oggi avanza Bonaccini, lamentando su Istagram di non essere stato contattato per la conferma di Figliuolo. Un piagnisteo che non ha alcuna ragione se non quella di proseguire la gigantesca speculazione sull'alluvione in vista delle prossime elezioni regionali. Una musica, stonata e ripetitiva, che gli esponenti del Partito Democratico suonano da troppo tempo ed ha oggettivamente stancato tutti". 

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