Peruzzini (Noi con Drei): "Nuova formula per progettare il futuro del verde"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Corso Diaz si riappropria della sua identità. E’ la festa degli alberi, benedetti alberi. Alberi che non hanno mai chiesto nulla, che affascinano, rinfrescano, riparano, fanno respirare, respirano il tuo veleno; senza di loro non esisteremo. Corso Diaz tira un sospiro di sollievo e gli alberi tornano a nuova vita, senza nemmeno saperlo.  Forse non tutti saranno stati accontentati dalla bramata e sofferta decisione del Sindaco che per rimediare ad errori ed ingenuità politiche ha dovuto salvare “capra e cavoli”.  Oggi ci sforziamo di ammirare gli aspetti positivi di una vicenda che ha fatto sorridere, indignare ed arrabbiare tanti forlivesi, soprattutto gli oltre 100.000 che non hanno firmato alcuna petizione. 

Tanti cittadini, quelli senza lavoro, tartassati, con le case assediate dai ladri, perennemente in fila per farsi curare, che respirano veleni, preoccupati dalle alluvioni, con le aziende in crisi, che sperano di volare, che devono portare la carta igienica a scuola, che non sanno come arrivare a fine mese.  La decisione di fermare lo scellerato progetto definito di “riqualificazione” non era scontata, anzi.  E’ necessario ringraziare coloro che hanno dedicato tempo per mettere in fila oltre 5.000 firme. E’ opportuno ringraziare i tanti giornalisti che hanno tenuto i riflettori accesi su una vicenda alquanto scomoda per il Comune di Forlì. E’ doveroso un doppio ringraziamento ai 12 consiglieri che hanno sottoscritto, già dal 7 luglio, la mozione per portare la discussione all’attenzione del Consiglio Comunale; mozione messa volutamente in stand by nella speranza, divenuta poi vana, che il Sindaco o chi per lui trovasse un’intesa con il Comitato che ha raccolto le firme. 

E’ giusto, infine, ringraziare i Consiglieri del Partito Democratico che, in questi ultimi giorni, “spintaneamente” hanno fatto ritrovare il lume della ragione al Sindaco. Ora dovremo fare qualcosa in più, per rispettare di più alberi e cittadini, sarà necessario lasciare alle spalle le polemiche, pensare ad una nuova formula dei progetti del verde, senza ambiguità, ipocrisie o chissà quali interessi.  Corso Diaz, come altri angoli della città, ha già una sua identità in cui svettano bagolari ed alberi di giuda ma serve, con urgenza, manutenzione, potature per migliorare lo stato vegetativo, rimuovere rami secchi, ridurre le chiome in funzione della vicinanza alle case, piantare alberi nelle aiuole vuote.  Formulare un nuovo progetto del verde pubblico per metter a dimora, nel possibile, le piante mancanti nelle strade urbane ed extraurbane a causa dei tanti tagli, necessari o meno; formulare protocolli limitativi degli abbattimenti delle piante a quelle che rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità, a causa di prevedibili e certificati crolli o dissesti stradali. formulare interventi di riqualificazione dei viali, diversi da quelli che hanno dato luogo ad abbattimenti indiscriminati di piante sane, come vergognosamente avvenuto in Viale Bolognesi. Avrei preferito un atteggiamento più pacato, nel comunicato del Sindaco, ma per adesso sono soddisfatto di aver contribuito a salvare i “cavoli”, anche perché le capre, seppur simpatiche, hanno l’abitudine di devastare ogni luogo dove vanno. Per il bene degli alberi ma soprattutto dei cittadini, ci auguriamo che l’attuale formula magica del verde, cambi radicalmente e che non sia un’altra “gattopardata”".

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