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Liberazione / Predappio

Anche Articolo Uno Forlì al corteo organizzato dall'Anpi a Predappio

Predappio, proseguono, "è una piccola città, consapevole di aver ereditato dalla storia una visibilità di alcuni ordini di grandezza superiori alle proprie proporzioni urbane"

Articolo Uno Forlì sostiene ed aderisce al corteo “Predappio Libera” organizzato dall’Anpi e sostenuto da numerose associazioni locali e nazionali che si terrà il 28 ottobre alle 14.30, a 78 anni dalla liberazione del comune ed esattamente a 100 dalla famigerata marcia su Roma. "In questo momento in cui nel nostro ed in altri paesi si intensificano segnali di disgregazione della cultura democratica è fondamentale partecipare anche attraverso momenti collettivi e simbolici alla vigilanza ricordando quale sia la parte giusta della storia - evidenziano da Articolo Uno -. Nel ’43, dopo 20 anni di squadracce, conflitti e limitazioni, quella parte era evidente e in montagna e in pianura erano tanti gli italiani. C’erano tutti coloro che tre anni dopo sedettero nei banchi della costituente per pensare un paese i cui cittadini fossero uguali senza distinzioni, gli stessi che inorridirono davanti all’evidenza dell’abisso di un razionale e metodico progetto di pulizia etnica a cui l’Italia aveva collaborato". 

Predappio, proseguono, "è una piccola città, consapevole di aver ereditato dalla storia una visibilità di alcuni ordini di grandezza superiori alle proprie proporzioni urbane, i cui abitanti sono abituati a ricorsivi flussi di attempati nostalgici e alle loro gradasse liturgie, per questo ci siamo stupiti che il suo sindaco abbia rifiutato il patrocinio al corteo nel proprio comune, che invece varie altre amministrazioni hanno concesso indipendentemente dalla collocazione politica della maggioranza. Nel nostro ed in ogni altro paese europeo è maggioritaria una destra democratica, conservatrice, cattolica o liberale, che col ventennio fascista sente di non avere nulla da spartire, dalla quale ci dividono prospettive ed analisi politiche ed economiche ma con cui condividiamo il terreno del confronto democratico e dei valori costituenti; un centrodestra, che sappiamo ben rappresentato anche nella giunta di Predappio, che seppe riconoscere allora come oggi la scelleratezza del fascismo e la peculiarità illiberale e razziale che lo incardinava.  Questa, tutta intera, è la parte che decise di ricordare e che ora deve con più forza continuare a farlo".

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