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Anche Rifondazione attacca Drei: "L’Amministrazione è in agonia permanente"

A parlare è Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista a Forlì, in merito alla situazione politica che si sta vivendo in consiglio comunale a Forlì e che fa eco all’attacco arrivato alla maggioranza anche da Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

“Il clima che si vive nel Consiglio Comunale di Forlì è ormai da tardo Impero, di crisi permanente, di generalizzata decadenza. Il degrado democratico e culturale è conclamato e l’Amministrazione Drei “tira a campare” (adagio di andreottiana memoria). Gli errori e gli scivoloni amministrativi si accavallano sempre più frequenti e i problemi dei cittadini non vengono nemmeno più discussi, solo gli interessi delle lobby trovano ascolto”

A parlare è Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista a Forlì, in merito alla situazione politica che si sta vivendo in consiglio comunale a Forlì e che fa eco all’attacco arrivato alla maggioranza anche da Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

“Le vicende dell’espulsione, per ritorsione politica, del Consigliere comunale Corvini e il ritiro delle deleghe al Vicesindaco Veronica Zanetti (di cui auspichiamo le dimissioni) sono due facce della stessa medaglia: l’arroganza di una gestione autoritaria e asservita alle lobby del potere locale.  Il dibattito democratico è pressoché assente, i consiglieri del PD votano come degli automi senza volontà propria, marionette di un potere che risiede altrove. Non intervengono, non si esprimono, votano solo, quello che dicono loro di votare. Un’assenza totale di articolazione democratica”
 
“L’opposizione in Consiglio comunale è irrilevante e culturalmente inadeguata, alza la voce in maniera scomposta ma non ha nessun seguito e per controbattere all’arroganza della maggioranza cita nientemeno che “Tom e Jerry”, i personaggi del cartone animato della Disney. E in questo contesto non esiste nemmeno un’opposizione sociale che contrasti la decadenza delle Istituzioni. Del resto, le leggi elettorali e le “riforme” (deforme) attuate in questi anni miravano proprio a questo: alla passivizzazione dei cittadini e all’espulsione della rappresentanza a favore di una presunta governabilità. Nei fatti, però, la mancanza di democrazia ha minato le qualità dei Consiglieri e della Giunta (ormai diventata una comitiva di dilettanti allo sbaraglio) e di conseguenza la capacità della politica di offrire soluzioni adeguate ai problemi dei cittadini” continua Candido.
 
“Consegnare il futuro di Forlì nella mani di questa Amministrazione è stato un salto nel vuoto e nei prossimi anni ne pagheremo tutte le conseguenze. Perciò le dimissioni, di fronte a questa lenta ma inesorabile agonia, sarebbero per il Sindaco e la Giunta un atto di dignità. Ridiamo subito la parola ai cittadini.  Chi, come noi, si impegna ancora, con passione e generosità, per il “bene comune” ha il compito di riorganizzare i cittadini, di costruire momenti di lotta e di solidarietà, di rimettere la politica e la democrazia al centro della società. E’ un lavoro lungo e faticoso ma è l’unica strada credibile per uscire da questa difficile situazione”

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