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Paolo Zoffoli, presidente della Conferenza socio sanitaria di Forlì

Paolo Zoffoli, presidente della Conferenza socio sanitaria di Forlì

Ausl unica in Romagna, Forlì spalanca le porte

I sindaci del territorio forlivese approvano un documento in cui si impegnano formalmente a svolgere tutte le azioni necessarie per favorire la nascita di un'unica azienda sanitaria in Romagna

I sindaci del territorio forlivese dicono sì all'azienda sanitaria unica in Romagna. Lo hanno fatto mercoledì mattina al termine della riunione della Conferenza socio-sanitaria in cui è stato approvato un documento in cui sostanzialmente si esprime un parere favorevole alla nascita di un'unica azienda sanitaria romagnola che unisca in un unico soggetto le quattro oggi esistenti (Forlì. Cesena, Ravenna e Rimini).

Una decisione che parte dopo aver "preso atto degli interventi relativi alla questione dell’Area Vasta Romagna-Azienda unica romagnola", tema assai dibattuto negli ultimi mesi. A questo proposito i sindaci del territorio forlivese (in maniera unitaria, senza distinzioni di schieramento politico di appartenenza) confermano "piena disponibilità alla discussione e all’integrazione, peraltro già testimoniata dalla fattiva cooperazione con l’Ausl di Cesena".

D'altra parte, osservano "il terreno dell’Area Vasta Romagna, anche alla luce delle prossime trasformazioni istituzionali degli enti locali intermedi, è preliminarmente di natura prettamente politica". ??La Conferenza socio sanitaria di Forlì - presieduta dal sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli - insiste sulla necessità di "distinguere i campi d’azione, onde non creare confusione e non lasciare irrisolto un nodo tanto decisivo per il territorio".

La distinzione riguarda in primo luogo "un percorso da indicare, che riguarda, per ciò che concerne il settore socio-sanitario, la collaborazione fra le Conferenze socio sanitarie e, più in generale, la definizione di una road map tesa a sostituire alla sterile negoziazione inter-municipale una nuova modalità di relazione, che assuma la Romagna come “oggetto di governo” unitario da parte di tutti gli attori".??

Altra cosa, spiegano i sindaci forlivesi, è "il processo di riorganizzazione funzionale delle Aziende, già impostato dalla Regione Emilia Romagna e al quale, la struttura forlivese  aderisce pienamente, il cui potenziamento non può che andare di pari passo con l’integrazione politico-istituzionale dal basso. Diversamente, si creerebbe una sfasatura fra tempi e luoghi della condivisione e della decisione, che farebbe naufragare in breve l’auspicata Area Vasta Romagna nella quale, a parole, tanti dicono di riconoscersi".

I sindaci assumono quindi l'impegno, a svolgere "tutte le azioni volte all’integrazione fra i territori romagnoli che abbiano un contenuto concreto, empirico, verificabile, con obiettivi chiari e metodi altrettanto chiari".


 

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